Nell’anno nero dell’olio l’Abruzzo si difende «Bene Pescara e Chieti»

13 Novembre 2016

di Claudio Zanetti PESCARA Dipinto come l’anno nero dell’olio extravergine di oliva, il 2016 in realtà non è stato così catastrofico per l’Abruzzo. . Luciano Di Massimo, presidente regionale della...

di Claudio Zanetti

PESCARA

Dipinto come l’anno nero dell’olio extravergine di oliva, il 2016 in realtà non è stato così catastrofico per l’Abruzzo. . Luciano Di Massimo, presidente regionale della cooperativa di produttori olivicoli Oleum, tira le somme.

Com’è andata la raccolta?

«Non così male come si pensava. Se consideriamo che gli standard produttivi regionali si attestano sulle 120mila tonnellate di olive raccolte con circa 15mila tonnellate di olio ottenuto, per quest’anno possiamo considerare una produzione pari al 35-40% rispetto allo standard ottimale di riferimento, circa 6mila tonnellate».

I dati sono uniformi ?

«No, in alcuni areali si è registrata una riduzione di produzione tra il 50 e l’80%. Le province di Pescara e Chieti sono state le più produttive, mentre quella di Teramo ha risentito più di tutte di questa annata poco favorevole. Che però, rispetto al 2014, presenta areali anche molto generosi, come Moscufo o Loreto Aprutino».

A cosa sono imputabili le difficoltà di quest’anno?

«Al ritorno del freddo primaverile e alla mosca olearia, che ha risparmiato i produttori specializzati».

Che sarebbero?

«Quelli che hanno seguito le indicazioni delle cooperative olivicole e il calendario di monitoraggio contro la mosca. Ma c’è un altro problema ».

Quale?

«Su una superficie oliveta di circa 43mila ettari ne risultano a coltivazione circa 25mila. Di questi tanti non vengono gestiti a dovere perché non remunerativi. Mentre quelli abbandonati forniscono alla mosca un habitat favorevole per prosperare».

Com’è la qualità del nuovo olio extravergine?

«Il 2016 si distingue per oli di buona fattura, connotati da bassa acidità e perossidi contenuti, con un particolare equilibrio organolettico, senza picchi di amaro e piccante come nel 2015. Caratteri che possono però rappresentare un handicap per il consumatore che non sempre li apprezza».

E il prezzo di mercato?

«È aumentato di un 20 per cento rispetto al 2015, salendo a 10-12 euro al litro».

Consigli al consumatore?

«Scegliete un extravergine dop o con certificazione biologica».

E ai produttori?

«Di procedere al più presto alla molitura delle olive in frantoi a ciclo continuo».

Quanto vale in Abruzzo il comparto oleario?

«Nel Pil regionale conta circa 100 milioni di euro».

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