Nessuno vuole bruciare rifiuti Ma senza un piano il rischio c’è

19 Febbraio 2016

FORUM AL CENTRO / Mazzocca: ora li portiamo in Molise, ma in due anni ridurremo l’indifferenziata Marcozzi (M5s): aiutare le aziende a produrre meno imballaggi. Lanci: occhio all’ingerenza dei privati

PESCARA. Per evitare la costruzione di un inceneritore di rifiuti in Abruzzo, previsto da un decreto del governo, la Regione ha ottenuto di sottoscrivere un accordo con la regione Molise per utilizzare l’impianto già in attività di Pozzilli, dove conferire la parte indifferenziata. Per il sottosegretario alla giunta con delega all’Ambiente Mario Mazzocca, si tratta di una soluzione temporanea che mette in condizione l’Abruzzo di abbassare ulteriormente la quota di indifferenziata ed evitare l’imposizione dell’inceneritore. Per l’opposizione e i movimenti civici si tratta di una situazione che può aprire la strada ai privati a danno del pubblico virtuoso e disincentivare la differenziata. Ne abbiamo parlato in un forum al Centro con il sottosegretario Mazzocca, con la consigliera regionale M5S Sara Marcozzi e con il presidente dell’associazione Nuovo senso civico Alessandro Lanci.

Sottosegretario Mazzocca voi avete detto al ministero no all’inceneritore in Abruzzo, ma state per fare un accordo con il Molise per conferire a Pozzilli i rifiuti. Qualcuno ha parlato di un Nimby istituzionale: da me l’inceneritore no, ma dal vicino va bene.

Mazzocca: Noi ci siamo detti contrari alla proposta di questo famigerato decreto sugli inceneritori innanzitutto perché l'Abruzzo per condizioni geomorfologiche e microclimatiche è una regione inadatta all'installazione di un termovalorizzatore. Il nostro piano di gestione dei rifiuti, aggiornamento 2014, lo codifica, mentre il precedente che abbiamo proceduto a modificare, prevedeva un inceneritore in provincia di Teramo. Però dobbiamo fare i conti con lo stato dell'arte, cioè con la capacità attuale di produrre rifiuti, o con l'incapacità di produrre rifiuti riciclabili.

Il piano Chiodi prevedeva il 60-65% di riciclabile e il resto da conferire al termovalorizzatore. Il vostro?

Mazzocca: Il nostro piano prevede tutt'altro. Una differenziale spinta, compostaggio, riciclo, una pratica virtuosa che porta a rifiuti zero. Ma la situazione di partenza che abbiamo ereditato non ci permette di farlo nel breve e brevissimo tempo.

Qual è la nostra produzione di rifiuti in eccesso?

Mazzocca: A noi il ministero dà una quantità di rifiuti in esubero di 130mila tonnellate annue. I nostri dati aggiornati al dicembre 2014 danno tra le 80 e le 90 mila tonnellate l’anno su un totale di 550mila tonnellate. Con gli investimenti previsti in centri di raccolta, piattaforme ecologiche e sistema di compostaggio abbasseremo entro il 2016 questa quota a 60mila tonnellate.

Ma sono sufficienti queste misure se poi non si cambia il comportamento delle persone?

Lanci: ci sono esempi virtuosi di comuni nel Lancianese che sono passati dal 30-40% di differenziata all'85% nel giro di un mese, semplicemente perché è cambiato il gestore. Questo per dire che c'è una volontà dei cittadini che va oltre va oltre certe ecelte politiche.

Mazzocca: I comuni frentani hanno la possibilità di farlo perché hanno un impianto, aggiungerei pubblico, che funziona.

Nel frattempo è necessario utlizzare l’inceneritore molisano?

Mazzocca: L’inceneritore in Molise è già attivo, e occupa una frazione molisana del 6% e dunque ha la possibilità di donarcene il 50% attraverso un protocollo di intesa che certifichi e tracci il conferito. La Regione Molise tra l’altro trova agevole fare questo discorso con noi piuttosto che lasciare la cosa al privato. Questa cosa potrebbe andare avanti per due anni, non di più. E’ il tempo che ci serve. L’ho detto anche al ministro Galletti: tu vuoi un inceneritore in Abruzzo? Ricominceremo con le guerre e con i ricorsi e prima di 5 anni non verrà realizzato. Io sicuramente in 5 anni arrivo a quantità infinitesimali di rifiuti. Ecco perché oggi ci serve il Molise.

Marcozzi: Il problema è che siete andati in Conferenza Regioni, non avete aperto bocca e vi siete accontentati di un emendamento sugli accordi interregionali che esistono già nel codice dell’ambiente e nel precedente piano regionale dei rifiuti.

E allora cosa bisognerebbe fare secondo il Movimento 5 Stelle?

Marcozzi: Nel 2015 abbiamo presentato un progetto di Legge Vignaroli chiamato “Rifiuti 2.0” che mira al recupero totale dei rifiuti modificando e incentivando la transizione dei modelli produzione del packaging.

Cioè gli scatoloni, i contenitori, tutto l’imballaggio che costituisce la maggior quantità di rifiuti?

Marcozzi: Infatti il problema va risolto a monte. Il problema non è capire dove bruciare i rifiuti, ma produrre rifiuti che non devono essere bruciati, attraverso leve fiscali e nuovi obblighi per chi non attua questa transizione. Per aiutare le imprese ed evitare per esempio che vadano all’estero a farsi fare il packaging, prevediamo anche centri di ricerca e riprogettazione del ciclo della vita dei rifiuti.

Mazzocca: E’ una bella legge, ma domani intanto che si fa?

Marcozzi: Andava fatto da due anni il piano dei rifiuti per poter dire al governo, grazie ma l’inceneritore non ci serve.

Questo avrebbe rafforzato la posizione della regione?

Marcozzi: Certamente. Inizialmente il governo aveva previsto 12 inceneritori. Dopo che Veneto, Piemonte e Liguria hanno modificato il loro piano, gli inceneritori sono passati a 9. E poi se il governo ci avesse comunque imposto l’inceneritore, con il piano approvato si poteva fare ricorso alla Corte costituzionale.

L’impressione, in questa come in altre vicende, è che ci sia una mancanza di dialogo tra governo e Regione.

Lanci: C'è il problema di voler concentrare a Roma tutte le decisioni, e c’è il problema che questo governo è fortemente condizionato da fattori esterni. Detto ciò, al di là di quello che decide Roma dobbiamo pensare a gestire bene la nostra Regione. Ora se facciamo un calcolo pessimistico, in Abruzzo non ci sono rifiuti da incenerire, perché siamo a 66mila tonnellate, una quantità che non giustificherebbe un inceneritore. La raccolta differenziata si può potenziare e i risultati già si vedono, per esempio a Lanciano e nell’area Frentana gestita da una società pubblica che fa utili che rienveste. I cittadini sono entusiasti.

Ci sono premialità o sanzioni per i comuni in base al tasso di differenziata?

Mazzocca: C’è la possibilità di commissariarli. Oggi ci sono 16 comuni in fase di commissariamento.

Lanci. Comuni che elettoralmente contano poco.

Mazzocca. Sei mesi fa erano 104, abbiamo fatto una forte azione di convincimento, adesso sono 15.

Lanci. Vorrei tornare al piano dei rifiuti. Mi chiedo perché è stato sospeso a tre giorni dalla conclusione dell’iter.

Mazzocca. Il ministero ha chiesto delle integrazioni.

Lanci. Io credo che l’hanno chiesto i privati. Noi temiamo che si voglia affidare ai privati anche la gestione dei rifiuti che oggi svolge il pubblico.

Mazzocca. Sono tutte supposizioni, non vedo elementi di questo tipo. Abbiamo avuto la necessità di aggiornare i dati. Entro 60 giorni la procedura sarà completata.

Marcozzi. Temo che Lanci abbia qualche ragione considerando che viviamo in uno Stato dove l’impianto del Molise è partito come centrale a biomasse e poi è diventato un inceneritore e dove la Presidenza del Consiglio ospita alla Camera il Nimby Forum con tutte le principali aziende produttrici di energia, dove si parla male dei cittadini che si informano. A noi questa transumanza dei rifiuti preoccupa.

Lanci. Ma bisogna insistere con la differenziata e non disincentivarla. Abbiamo il know-how dei consorzi pubblici che possono gestire al meglio i rifiuti, una delle attività più pericolose, come ci ha ricordato il procuratore antimafia l’altro giorno a Lanciano. Dobbiamo fare in modo che la raccolta differenziata diventi una risorsa economica di occupazione per l’ambiente e per la salute. Per la prima volta il pubblico potrebbe andare a Roma e vantarsi dei risultati.

L’inceneritore in Molise è il male minore?

Mazzocca. Certo, perché il governo l’inceneritore te lo fa fare se non trovi una strada alternativa. Ma bisogna lavorarci.

Marcozzi: Innanzitutto incentivando e tutelando il pubblico. In questo sono d’accordo con Lanci. Credo che nell'immediato la Regione possa vigilare sui Comuni per la raccolta differenziata ed eventualmente commissariarli senza paura. Dopo ci vuole una politica regionale e nazionale ma anche europea che non soffra di sindrome bipolare. Dobbiamo avere cioè politiche che vadano dalla stessa parte.

Mazzocca. Noi non soffriamo sicuramente di sindrome bipolare anche se tra Regioni e governo c’è più di una discrasia. Ma io direi che il discorso è più ampio e che vada necessariamente rivista la famigerata “strategia energetica nazionale” che include anche questi aspetti dei rifiuti, una strategia mai validata. Non c'e decreto che approvi quella strategia, ma ci si fa riferimento. E poi oramai i dati a nostra disposizione evidenziano come sia possibile in tempi brevi affrancarsi da alcune produzioni energetiche da fonti fossili. Ma non tra dieci anni, ma domani, nei prossimi mesi. E’ questa la direzione in cui stiamo procedendo.

A cura di Antonio De Frenza

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