No dell’Abruzzo al piano della Croazia: «È pericoloso»

16 Maggio 2015

PESCARA. La giunta regionale ha dato parere negativo al ministero dell'Ambiente, in ordine alla Piano ricerca e produzione degli idrocarburi nell'Adriatico, proposto dalla Croazia. La consultazione...

PESCARA. La giunta regionale ha dato parere negativo al ministero dell'Ambiente, in ordine alla Piano ricerca e produzione degli idrocarburi nell'Adriatico, proposto dalla Croazia. La consultazione si è svolta nell'ambito della procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica).

«Il parere negativo», si legge nella delibera, «è stato espresso ritenendo che l'attuazione del piano nella porzione dell’ Adriatico croato con rilievi sismici e perforazioni esplorative, determinerà rilevanti impatti negativi sull'ambiente marino dell'intero spazio Adriatico, con ripercussioni anche per l’Abruzzo».

Tra le altre motivazioni che vengono addotte, anche la coerenza di tali attività di ricerca con le direttive europee sullo sviluppo ecocompatibile dell'ambiente marino. «La strategia di ricerca degli idrocarburi nell'Adriatico», scrive la giunta, «risulta antitetica rispetto alla strategia europea volta allo sviluppo delle energie rinnovabili e ad una crescita sostenibile intelligente e solidale, che favorisca un'economia basata su un nuovo sistema energetico rinnovabile, in grado di contrastare i fenomeni del cambiamento climatico».

E sulla presa di posizione della giunta si esprimono subito i consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri (Forza Italia): «Ci fa piacere che il presidente D’Alfonso e la giunta abbiano dato parere negativo al Piano di ricerca e produzione degli idrocarburi nell'Adriatico proposto dalla Croazia, ma avrebbero dovuto impegnarsi allo stesso modo per difendere la loro regione. Non possiamo dimenticare le clamorose omissioni della Regione che in questi mesi hanno confermato la sufficienza con la quale si sta affrontando il tema della petrolizzazione e dello sviluppo, salvo poi provare a raccontare un’altra verità ai cittadini».