No-triv, gemellaggio con la Basilicata

8 Giugno 2015

PESCARA. Le bandiere del movimento “No Ombrina” abruzzese era ieri in Basilicata per un gemellaggio con i lucani ai quali ha portato la solidarietà della comunità abruzzese. Cinquanta persone, con...

PESCARA. Le bandiere del movimento “No Ombrina” abruzzese era ieri in Basilicata per un gemellaggio con i lucani ai quali ha portato la solidarietà della comunità abruzzese.

Cinquanta persone, con un pullman partito all'alba da Lanciano, hanno partecipato alla passeggiata «Stiamo sul pozzo» organizzata dal movimento «No triv» lucano per far conoscere direttamente il progetto della Rockhopper (ex Medoilgas), la stessa società inglese che propone il progetto Ombrina mare davanti alle coste abruzzesi. «Rockhopper in Basilicata vuole riprendere a perforare in un'area su cui insiste già un pozzo che negli anni '90 sarebbe stato chiuso perché incidentato», afferma la segreteria del Coordinamento No Ombrina 2015. «Centinaia di partecipanti all'iniziativa hanno potuto constatare sul campo tutte le criticità ambientali collegate ad un pozzo petrolifero in terraferma. Solo il governo Renzi non vuole ammettere quello che è ormai palese ai più, pur di fare regali alle lobby del petrolio. Trascinare il Belpaese in una deriva petrolifera e verso il mondo dell'economia fossile del passato con il decreto Sblocca/Sporca Italia è un errore drammatico, nel paese del sole e delle bellezze paesaggistiche e artistiche».

Intanto Una nuova richiesta di prospezione nell'Adriatico abruzzese è arrivata dalla società Spectrum Geo e, l'Associazione Abruzzo Beni Comuni, aderente al Coordinamento Nazionale No triv, lamenta che «il ministero, a causa e in forza dei mancati rilasci delle intese da parte della Regione Abruzzo, l'ha accolta con decreto di compatibilità ambientale». Preoccupa gli ambientalisti il fatto che «le attività di ispezione saranno effettuate con la tecnica dell'air-gun».