No-trivelle, nuove adesioni Renzi vara decreto hoffshore

19 Maggio 2015

PESCARA. Aumentano le adesioni alla manifestazione contro Ombrina mare in programma sabato 23 a Lanciano. Ieri è stata la volta della Fiom e del Movimento 5 Stelle. Spiegato il segretario regionale...

PESCARA. Aumentano le adesioni alla manifestazione contro Ombrina mare in programma sabato 23 a Lanciano. Ieri è stata la volta della Fiom e del Movimento 5 Stelle. Spiegato il segretario regionale della Fiom-Cgil Alfredo Fegatelli, «Pensare che lo sviluppo economico si possa realizzare continuando a puntare sulle fonti energetiche fossili non solo va contro la realtà, ma va anche contro il dato non discutibile che l’occupazione non si realizza più in attività come quello estrattivo e della raffinazione degli idrocarburi ma all'interno dello sviluppo di un avanzato e sostenibile sistema industriale rispettoso dell'ambiente e della salute». Il M5S annuncia la propria partecipazione e attacca il Pd: «Chiunque sia nel Partito democratico porta avanti lo sfruttamento del territorio e non è dalla parte dei cittadini. Se gli amministratori locali del Pd vogliono partecipare, si dimettessero. Con delle dimissioni in passa vediamo se il Pd non cambia atteggiamento», hanno detto i parlamentari Gianluca Vacca e Gianluca Castaldi rivendicando la coerenza del Movimento 5 Stelle sul no alla petrolizzazione. Intanto ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla direttiva sugli offshore, un decreto legislativo recante «l'attuazione» della direttiva «2013/30/UE sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi».

«Una direttiva attesa da molti anni», commenta il Forum del movimenti per l'acqua «così come in Italia si attendeva il suo recepimento, ma ora è fondamentale capire come lo Stato la applicherà. C'è grossa preoccupazione per i mari chiusi e vulnerabili, come l'Adriatico».

«La direttiva» spiega Augusto De Sanctis, del Forum «è finalizzata a stabilire come gli Stati membri debbano prevenire il rischio di incidenti gravi in materia di idrocarburi e come intervenire qualora avvengano comunque. Il provvedimento prevede che vengano redatti piani di sicurezza interni ed esterni, nonché che sia effettuata la valutazione della capacità finanziaria delle aziende coinvolte, che devono saper gestire tutte le problematiche connesse agli incidenti, compresi eventuali risarcimenti, che possono essere anche miliardari». «Bene, dunque, la direttiva - conclude - ma sono gli stessi contenuti del provvedimento a far capire che il rischio zero non esiste, che, purtroppo, gli incidenti non vengono esclusi e quanto l'impatto possa essere rilevante sull'economia turistica e della pesca, sull’ambiente e sulla salute».

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