Nominato quando era già rettore Il caso tra Parlamento e Procura

TERAMO. Dopo due anni e sei mesi Luciano D’Amico lascia l’incarico di presidente della Tua. Era già rettore dell’ateneo teramano quando, nell’agosto del 2014, era stato nominato ai vertici di quella...
TERAMO. Dopo due anni e sei mesi Luciano D’Amico lascia l’incarico di presidente della Tua. Era già rettore dell’ateneo teramano quando, nell’agosto del 2014, era stato nominato ai vertici di quella che era l’allora Arpa, la società delle autolinee regionali abruzzesi di cui la Regione deteneva il pacchetto di maggioranza. D'Amico era succeduto all’avvocato Massimo Cirulli, dimissionario, in carica dal giugno 2012.
In questo arco di tempo il rettore ha seguito la nascita della Tua, la società unica dei trasporti in cui sono confluite, oltre all’Arpa, le società di trasporto abruzzesi Sangritana e Gtm.
Nel 2015 il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano aveva presentato una interrogazione all’allora ministro dell’Istruzione Stefania Giannini sul doppio incarico di D’Amico, rettore e allo stesso tempo presidente della società di trasporti. Successivamente, proprio sul doppio incarico, è stata aperta l’inchiesta della Procura teramana avviata in seguito alla presentazione di un esposto.
L’ultimo sequestro di atti delegato dal pm Davide Rosati c’è stato a novembre negli uffici pescaresi della Tua. Un provvedimento scattato trenta giorni prima dell’atto con cui un altro magistrato, il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, mettesse nero su bianco come «dall’esame della normativa nazionale in materia di università, dalla lettura dello statuto dell’ateneo, nonché dagli orientamenti della Corte dei conti sul punto, emerge l’incompatibilità tra la carica di professore a tempo pieno, nonché rettore dell’università di Teramo e quella di presidente della Società unica abruzzese di trasporto». Il 3 febbraio scorso, però, il Miur ha risposto all’Anac che «non sembrano evidenziarsi profili di illegittimità» rispetto alla nomina (vedi articolo sopra). Nel fascicolo della Procura D’Amico è indagato per abuso d’ufficio. L’inchiesta, che va avanti dopo la proroga di sei mesi chiesta dal sostituto procuratore e firmata dal gip, in queste settimane si è arricchita di ulteriore documentazione che finanzieri e carabinieri (il pool di investigatori delegato dal pm) hanno acquisito negli uffici pescaresi della società di trasporto, ma anche nelle sedi di altri enti abruzzesi, e che ora sono al vaglio degli inquirenti per una serie di confronti, verifiche e incroci di dati. Secondo l’accusa contestata fino a questo momento dalla Procura esisterebbe una incompatibilità sul doppio incarico di rettore e presidente della società di trasporto derivante, sempre per la Procura, anche dall’uso di risorse finanziarie pubbliche. Su questo il rettore ha sempre risposto di aver svolto gratuitamente l’incarico e di non aver mai percepito nessun rimborso spese.
Va detto che sul caso del doppio incarico di rettore e presidente della società di trasporti nei mesi scorsi ha indagato anche la Corte dei conti dell’Aquila che, dopo aver disposto svariati e capillari accertamenti, ha chiuso il procedimento con un’archiviazione. (d.p.)
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