«Non può essere Roma a decidere il nostro futuro»
PESCARA. «Ribadisco che non si può decidere solo a Roma il destino dei territori. La decisione assunta dalla Basilicata, regione capofila per la presentazione dei quesiti referendari proposti...
PESCARA. «Ribadisco che non si può decidere solo a Roma il destino dei territori. La decisione assunta dalla Basilicata, regione capofila per la presentazione dei quesiti referendari proposti unitariamente dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome su mia iniziativa, contribuisce a riaprire il dibattito nel Paese». Lo ha detto ieri il presidente del consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza (Pd), subito dopo aver consegnato all'arcivescovo metropolita di Potenza, monsignor Agostino Superbo, una copia delle delibere approvata dall'assemblea sui sei quesiti referendari per l'abrogazione di parti dei decreti «Sblocca Italia» e «Sviluppo» che riguardano anche le ricerche di petrolio in mare. «Le Regioni» ha aggiunto Lacorazza, «hanno ora un'occasione in più per rispondere alla crisi di questi anni riaffermando il proprio ruolo di presidio democratico dei territori e contribuendo così a riavvicinare le istituzioni e i cittadini. Mi auguro in questo senso che possa crescere anche il coinvolgimento degli enti locali e dei territori, per rafforzare la consapevolezza dell'importanza di questa sfida. Una sfida che non è “contr” lo Stato, ma per “per” ridare forza alle prerogative delle Regioni e dei territori». Lacorazza, infine, ha ribadito che il consiglio regionale della Basilicata, approvando i quesiti referendari, «ha inteso riaffermare, in un'ottica di leale e attiva collaborazione con lo Stato, la necessità che le Regioni e gli enti locali, le istituzioni più vicine ai cittadini, non vengano escluse dalle scelte che riguardano il futuro dei territori da loro amministrati».

