Nuove farmacie, scattano le assegnazioni
Ecco la graduatoria degli aspiranti alle 85 sedi in 56 comuni. Ma l’Ordine avvisa: «Vita dura». E c’è il rischio dei ricorsi
PESCARA. È stata pubblicata la graduatoria dei 1.200 candidati all’apertura delle 85 nuove farmacie in Abruzzo. Si tratta del concorso nazionale bandito dalla Regione nel 2012 alla cui pubblicazione della graduatoria provvisoria nel 2015, è seguita quella definitiva.
I TITOLI. I criteri utilizzati dalla commissione giudicatrice, spaziavano dal voto di laurea in Farmacia o Chimica o Tecnologie farmaceutiche, fino al possesso di una seconda laurea specifica, a delle pubblicazioni scientifiche in materie inerenti a quelle d'esame, all'idoneità in un precedente concorso o l'idoneità come dirigente farmacista e al voto conseguito all'esame di abilitazione alla professione.
LE CANDIDATURE. In Abruzzo sono 56 i Comuni che hanno dato la disponibilità ad accogliere le nuove farmacie; 85 le sedi. Le Regione aveva ricevuto 1.891 istanze la maggior parte delle quali proveniente dall’Abruzzo. Seguite da quelle pugliesi, laziali, molisane e campane.
IL RISCHIO-RICORSI. La pubblicazione della graduatoria definitiva non rappresenta l'ultimo passo. È possibile, infatti, che alla stesura della graduatoria seguano dei ricorsi per via amministrativa, soprattutto per quanto riguarda i punteggi assegnati ai farmacisti "rurali" (coloro che hanno svolto servizio nei comuni fino a mille abitanti) e agli "urbani": ai primi sarebbero previsti dei punteggi più alti. La questione è in mano al Consiglio di Stato sulla scia di un precedente ricorso in Sardegna.
IL BUSINESS. Ma conviene ancora intraprendere una carriera da farmacista? E quali sono i costi? Per Giuseppe De Luca, presidente dell'Ordine dei Farmacisti della provincia di Pescara, e titolare della farmacia De Luca-Radocchia, di Torre de' Passeri, l'arte galenica non sarebbe più come quella di anni fa. «Nei paesi si soffre», osserva subito De Luca, «e in generale non me la sentirei di consigliare un giovane di intraprendere questa professione, visto che il numero dei farmacisti ora è troppo alto». Secondo De Luca, poi, «la liberalizzazione ha prodotto il sistema ad una jungla, tra sconti e strasconti che ora non si vedono più neanche nei supermercati, con la concorrenza, inoltre, che è quella che è». Anche i costi per avviare una farmacia, sono alti. «Se si vuole aprire un locale, occorrono in media 5-6mila euro al mese, poi si aggiungano gli arredi, pari a 150-200mila euro, ed ecco che in totale, si arriva a 500mila euro. I guadagni? Su un fatturato, ad esempio, di un milione, arrivano al 9,5% -10%».
Vito de Luca

