Olio, produzione dimezzata a causa della pioggia

27 Settembre 2014

Numeri da tregenda per la raccolta, previsto un aumento dei prezzi fino a 10 euro al litro. Coldiretti: calamità naturale

LANCIANO. E' appena agli inizi, ma si sta già delineando come la stagione più drammatica degli ultimi tempi, quella che riguarda la produzione dell'olio d'oliva, l'”oro giallo” della terra d'Abruzzo. I cambiamenti climatici, le ripetute stagioni di pioggia a fasi alterne e la piaga della mosca olearia stanno determinando l'annata più difficile per gli olivicoltori e i consumatori del re della tavola mediterranea.

Secondo le prime stime la produzione calerà di oltre il 60% con conseguenze dirette sui prezzi al dettaglio che schizzeranno fino a 9-10 euro il litro contro i 6-7 dello scorso anno. Scende drasticamente anche la qualità dal momento che le olive si presentano ricche di acqua che dilava le qualità polifenoliche, e che i vermi della mosca olearia abbassano non solo la resa produttiva, ma ne alterano l'acidità (espressa in acido oleico, dal 2% al 10% secondo la percentuale di infestazione), che è poi la caratteristica essenziale per la definizione di olio extravergine di oliva che non deve superare lo 0,8% di acidità.

La situazione è comune in tutta Italia, ma è tanto più drammatica in Abruzzo, dove il consumo di olio pro capite arriva a 15 litri annui, laddove la media nazionale si ferma a 5-6 litri.

In Abruzzo si producono circa 100mila quintali di olive che danno una resa di 15mila quintali di olio. A questi numeri bisogna togliere il 60%, tanto che dei circa 470 frantoi quest'anno ne apriranno dai 250 ai 300.

«Stiamo valutando la predisposizione della domanda di calamità naturale», interviene Alberto Bertinelli, direttore Coldiretti Abruzzo, «perché temiamo che la diminuzione della produzione interessi fino al 70% del prodotto. Il rischio è anche quello di importazioni selvagge da Paesi come Spagna, Grecia, Tunisia e Nord Africa e di prodotti di origine non controllata. Il consiglio ai consumatori è di scegliere olio italiano. Da parte nostra stiamo facendo un attento monitoraggio per azioni di salvaguardia di produttori e consumatori».

«Il prezzo è purtroppo destinato ad aumentare», commenta Luciano Di Massimo, produttore di Moscufo e consigliere nazionale Unaprol (consorzio olivicolo), «perché la produzione ha risentito delle basse temperature nel periodo di fioritura. Non ci sono nemmeno più scorte dato che lo scorso anno l'Abruzzo ha avuto un buon appeal fuori regione».

«L'annata si presenta problematica», spiega Bruno Scaglione, agronomo ed esperto elaiotecnico, «a causa dell'andamento stagionale e delle ripetute piogge. Anche la presenza della mosca è stata rilevante».

«Da oltre 20 anni», interviene Giuseppe Ursini, produttore e maestro oleario di Fossacesia, «non mi capitava di assistere ad una fase così complessa. Come azienda siamo pronti ad affrontare anche l'aumento dei costi, crediamo di poter fare il necessario per gli oli più importanti».

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