Ombrina, battaglia a oltranza: «Il governo ci metta la faccia»

PESCARA. «La battaglia contro Ombrina e contro la ricerca petrolifera si è così radicalizzata tanto da non portare nulla di buono né agli ambientalisti né a quanti hanno chiesto da tempo di aprire un...
PESCARA. «La battaglia contro Ombrina e contro la ricerca petrolifera si è così radicalizzata tanto da non portare nulla di buono né agli ambientalisti né a quanti hanno chiesto da tempo di aprire un confronto serio su sviluppo e fonti energetiche. Ora bisogna prendere atto che il muro contro muro non funziona, bisogna tornare a parlare seriamente di ambiente, di come tutelarlo e di come riuscire a stabilire un ciclo virtuoso tra istituzioni, politica, cittadini e imprese». Il giorno dopo la Conferenza dei servizi in cui il ministero dello Sviluppo ha spianato la strada del sì all’impianto petrolifero di Rockhopper davanti alla Costa teatina, il segretario regionale del Pd, Marco Rapino, dà un’interpretazione della nuova strategia che dovrebbe essere applicata, fuori dal coro delle proteste. «Urlare non porta a nulla», aggiunge, «discutere e approfondire i temi è la via migliore se vogliamo davvero salvaguardare le nostre coste, il nostro mare e le nostre ambizioni di crescita economica».
Facile a dirsi, si dirà, più difficile, molto più difficile a farsi ora più che mai in cui sembrano prevalere solo i contrasti legali con il governo e polemiche politiche.
«Prima o poi tutte le sceneggiate si confermano tali», è ad esempio il commento del Presidente emerito della Regione, l’ex governatore Gianni Chiodi (FI) secondo cui è stata una sceneggiata la legge approvata giovedì scorso in consiglio regionale »che, a differenza di quel che volevano far credere, non ha osteggiato Ombrina» e sono sono state sceneggiate le manifestazioni che «la sinistra faceva in campagna elettorale contro il governo del centrodestra e le manifestazioni organizzate sotto la mia stessa abitazione quasi a volermi indicare come responsabile della petrolizzazione dell'Adriatico».
Per Chiodi la realtà su Ombrina è oggettiva: «Al momento il governo regionale, semmai volesse farlo seriamente, non ha la forza per confrontarsi politicamente con il governo nazionale e nemmeno all'interno del proprio partito».
«Fino a prova contraria e tale prova non può essere fornita da un ministro», risponde il sottosegretario della giunta regionale con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca, « ad oggi sono vigenti sia la legge regionale di divieto di ricerca, estrazione e altre attività petrolifere entro le 12 miglia, che quella istitutiva del Parco marino dei Trabocchi: due leggi che, con il verbale della Conferenza dei servizi il Ministero dimostra di infrangere».
Mazzocca annuncia quindi una battaglia legale a tutti i livelli «perché la realtà è che il governo si trova ad un bivio»: «O si affretta ad impugnare le leggi attendendo il giudizio sulla relativa costituzionalità (probabilmente consentendo, però, il pronunciamento sulla legittimità dei referendum promossi da 10 regioni), ovvero provvede ad emanare un proprio decreto “mettendoci la facci” eD assumendosi l'intera responsabilità morale e politica della vicenda».

