Pagano: bene, ora ricominciamo Febbo: sì, dalle primarie...

PESCARA. «In Abruzzo il centrodestra è tornato competitivo. Dopo la disfatta di un anno fa, siamo tornati a camminare sulla strada giusta, ripartendo proprio dal territorio dove abbiamo vinto in...
PESCARA. «In Abruzzo il centrodestra è tornato competitivo. Dopo la disfatta di un anno fa, siamo tornati a camminare sulla strada giusta, ripartendo proprio dal territorio dove abbiamo vinto in molti piccoli centri. Siamo la vera alternativa credibile al centrosinistra»: esulta il cooordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, alla luce dei risultati elettorali nei comuni abruzzesi. «Ora dobbiamo abbandonare i personalismi e le polemiche esplose all’interno del nostro partito», aggiunge, «l’area moderata e liberale non ama le divisioni, la testimonianza l’abbiamo avuto nelle Regioni dove il centrodestra è andato disunito».
Il risultato di Chieti, secondo il coordinatore di Forza Italia, «testimonia che il governo regionale di Luciano D’Alfonso, che ha propinato persino la costruzione di un nuovo ospedale, è stato bocciato». «In provincia di Teramo abbiamo vinto in 3 comuni su 4, confermandoci a Isola del Gran Sasso, mentre nell’Aquilano abbiamo strappato al centrosinistra amministrazioni comunali importanti come Castel di Sangro, Capistrello e Raiano», prosegue nella sua analisi del voto. E a Celano? «Lì», risponde, «abbiamo avuto una sorta di referendum interno al centrodestra e ciò spiega come il Pd marsicano sia sparito».
Nel complesso Pagano ritiene che il centrodestra, se unito, vince e rappresenta la vera alternativa al “renzismo”: «Ma in Abruzzo ha un significato ancora più importante a un anno dalle elezioni regionali il presidente D’Alfonso e la sua maggioranza, lo ripeto, sono stati bocciati».
«Il dato più significativo di queste elezioni è che siamo riusciti a interrompere le vittorie del centrosinistra, la morale per il partito è che quando si lasciano lavorare in pace i territori si ottengono i risultati»: il consigliere regionale Mauro Febbo (Forza Italia) non perde l’occasione per rinfocolare la polemica sulla gestione del suo partito alla luce di risultati elettorali, come dice lui, sorprendenti: «Del Corvo ad esempio lo avevo dato sicuro vincente invece si vede che avevo sottovalutato la forza elettorale di Piccone. Nella stessa Chieti, il Pd un anno fa aveva superato il 50%, oggi si ferma al 30% mentre noi abbiamo recuperato credibilità e ci siamo attestati al 37%». Chieti, la città dove lei aveva rischiato di candidarsi al posto di Di Primio? «Assolutamente, io non volevo candidarmi, avevo proposto di fare le primarie e qualcuno aveva scambiato questo mio gesto come la volontà di candidarmi. Tra l’altro io rimango dell’idea della validità delle primarie soprattutto in vista delle prossime elezioni a Vasto, Lanciano, Francavilla».
Cioé? Si spieghi meglio.
«Le elezioni di oggi hanno insegnato che il dialogo ed il confronto sono le misure vincenti e che nei posti dove il centrosinistra è in crisi abbiamo una serie di personalità che possono competere. Il problema è che per sua natura il centrodestra non riesce mai a trovare una sintesi, ecco allora che le primarie rappresentano un unico mezzo per andare incontro ai territori. A meno che, non si facciano da parte direttamente i vertici del partito, come è avvenuto questa volta».
Un’altra stilettata al coordinatore Pagano? «Nel partito la discussione è molto forte, anche a livello nazionale. D’altra parte D’Alfonso insegna: sta facendo tutto con i fondi europei, cosa che io non ho potuto fare quando ero assessore a causa dei cattivi rapporti che c’erano in generale con i funzionari della Regione».(a.mo.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

