Palazzo Centi, stop alla ristrutturazione da 13 milioni

L’AQUILA. L'appalto da 13 milioni sulla ricostruzione di palazzo Centi, sede della giunta regionale all'Aquila fino al sisma del 6 aprile 2009, finito nella maxi inchiesta della Procura dell'Aquila,...
L’AQUILA. L'appalto da 13 milioni sulla ricostruzione di palazzo Centi, sede della giunta regionale all'Aquila fino al sisma del 6 aprile 2009, finito nella maxi inchiesta della Procura dell'Aquila, è bloccato: a oggi il contratto con la ditta vincitrice Costruzioni Generali di Isernia non è stato ancora firmato, di conseguenza, il cantiere non è mai stato attivato e i lavori non sono cominciati, nonostante si sia a otto anni dalla tragedia. Il futuro di questa commessa è incerto. In Regione, nell'ufficio patrimonio, si stanno valutando due ipotesi: il blocco dell'intero appalto in autotutela, o la richiesta di parere all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per avere delucidazioni sulla via più opportuna da seguire. La preoccupazione è che il blocco dell'appalto attiverebbe un maxi contenzioso contro l'ente, sul quale si potrebbero rivalere con istanze di risarcimento milionarie non solo con l'impresa vincitrice, ma anche con le altre 28 in graduatoria. E a quel punto, potrebbe intervenire anche la Corte dei conti sui dipendenti pubblici coinvolti nelle indagini, qualora venissero provate responsabilità. La commessa è stata aggiudicata correttamente alla Costruzioni Generali Srl di Isernia che ha vinto con un ribasso del 35,017 per cento.
Sul fronte penale, in relazione all’accusa di falso già mossa ai tre componenti della commissione di gara per l'aggiudicazione dei lavori di ricostruzione post-terremoto 2009, ovvero i funzionari regionali Giancarlo Misantoni (presidente), l’architetto Roberto Guetti e l’ingegnere Silverio Salvi, si precisa che il pm vuole contestare questo reato per una serie di verbali che sono ritenuti non veritieri.
Secondo le accuse formulate dai pm, la Iciet Enginereeng di Castelli (Teramo), con una strategia che per gli inquirenti è chiara, sarebbe stata favorita per l’aggiudicazione del lavoro. L’azienda, il cui titolare, Eugenio Rosa, è attualmente sotto inchiesta, secondo l’accusa avrebbe avuto prima del bando la documentazione tecnica, vincendo l'offerta tecnica, ed è retrocessa in seguito all’offerta economica al terzo posto.
Accuse, va precisato, che sono state sempre respinte dagli interessati in più occasioni. L’indagine, portata avanti dal Noe dei carabinieri, è ancora molto lunga. (g.g.)
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