Paolucci: giù le mani dai vaccini

24 Giugno 2018

Parte dall’Abruzzo la replica a Salvini: da noi 9 bimbi su dieci immunizzati, chi dice il contrario è ignorante

PESCARA. Giù le mani dai vaccini. A dirlo è Silvio Paolucci, assessore regionale alla Sanità. Così dalla regione in cui la percentuale di bimbi vaccinati supera di molto la media nazionale parte il contrattacco all’ultima dichiarazione del ministro dell’Interno, il leghista Matteo Salvini.
«Ritengo che 10 vaccini obbligatori sono inutili e in parecchi casi dannosi e pericolosi», è stata la frase di Salvini detta due giorni fa a Radio Studio 54. «Sui vaccini», ha aggiunto, «garantisco l'impegno già preso in campagna elettorale di permettere a tutti i bimbi di entrare in classe. Ma siamo in due al governo, c'è un'alleanza con il M5S e sto ragionando con il ministro della Salute, Giulia Grillo». Che poi è stata la prima a dargli lo stop. E oggi dall’Abruzzo si alza la voce di Paolucci: «Sul tema delle vaccinazioni obbligatorie l'unico vero danno che rilevo sono le affermazioni ignoranti e colpevoli di un ministro della repubblica, come Salvini. Ignoranti», spiega l’assessore del Pd, «perché le più elementari nozioni scientifiche dicono che i programmi organizzati di vaccinazione hanno efficacia, come strumento di prevenzione, se raggiungono e mantengono coperture vaccinali superiori al 95% della popolazione. E non si capisce poi quali vaccini dovrebbero essere eliminati visti i danni rilevanti delle malattie che si vogliono prevenire». In Abruzzo, i dati riportati nella tabella a destre ci dicono che più di nove bimbi su 10 sono stati vaccinati con punte del 97 per cento per Polio, Difterite, Tetano, Pertosse, Epatite e Hib (Haemophilus influenzae tipo B). Insomma, la nuova norma introdotta dall’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha trovato pochi oppositori: appena lo 0,3 per cento.
«Partendo da una eredità gravosa», riprende Paolucci, «stiamo raggiungendo obiettivi molto importanti a tutela della salute dei nostri bambini e anziani. La colpa grave di chi, per raccattare qualche voto, alimenta disinformazione e paure sta nel fatto poi di voler far credere che la scelta dei genitori riguardi il singolo bambino», spiega l’assessore.
«Un programma di sanità pubblica, al di là dell'obbligatorietà, richiede un forte coinvolgimento e una grande consapevolezza di tutti, perché ogni decisione del singolo riguarda l'intera comunità, soprattutto i bambini fragili e gli anziani. Ha un valore etico e sociale e non soltanto sanitario».
L’assessore Pd, in questo modo, vuole sintetizzare il concetto medico dell’immunità di gregge che sconsiglia il ricorso alla vaccinazione facoltativa proprio per tutelare i più deboli dal punto di vista immunitario che frequentano una comunità. «Continuerò su questo fronte a impegnarmi in Abruzzo», assicura infine l’assessore regionale alla Sanità, «per evitare che queste baggianate dette persino da ministri rovinino l'importante lavoro che si sta facendo nella nostra regione, grazie all'impegno di tanti operatori sanitari e all'aiuto delle associazioni civiche».