Paolucci: «L’Abruzzo supera l’esame dei vaccini a scuola»

13 Marzo 2018

Il giorno della verità, ecco il bilancio dell’assessore: la copertura ha superato il 98 per cento I bambini senza certificato sono cento, ma solo tre quelli emersi (a Sulmona) di “no vax”

PESCARA. Parlano i dati: antipolio 98,42 per cento di copertura; difterite, tetano, pertosse, epatite ed haemophilus 98,39 per cento; morbillo, parotite e rosolia 93,33 per cento. Così l’Abruzzo supera l’esame vaccini. Nel giorno clou, infatti, sono stati meno di cento i bimbi non in regola e di questi appena dieci i respinti all’ingresso di nidi e materne. Infine tra quei dieci, sono stati solo tre i casi veri e propri di “no vax”, famiglie che rifiutano a priori la nuove legge che impone dieci vaccinazioni per la frequenza scolastica. A tracciare il bilancio è l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, confortato dai numeri che ieri gli sono stati forniti dai quattro manager delle Asl abruzzesi, e dai riscontri incrociati con le notizie che gli sono arrivate dalle scuole e dall’Ufficio scolastico regionale.
«In sostanza l’altissimo numero di vaccinazioni effettuate non ha prodotto problemi così come si conferma che l’Abruzzo è una regione ad alto tasso di vaccinazione e che le Asl hanno retto alla prova della vaccinazione scolastica dei bambini». Così esordisce Paolucci secondo il quale «la legge, voluta dal ministro Lorenzin, da noi è stata un successo visto che abbiamo un tasso di vaccinazione più alto della media nazionale». Di contro, però, ci sono anche casi di bimbi rimandati a casa dai nidi e dalle materne, oppure di alunni, dai 6 ai 16 anni, i cui familiari rischiano una sanzione pecuniaria perché non in regola con i certificati di vaccinazione e non giustificabili con ritardi delle Asl. «Ma i casi accertati di bimbi respinti sono pochi», prosegue Paolucci, «addirittura solo dieci o poco più, tra Silvi, Sulmona e Lanciano, e tra questi appena tre quelli riferibili ai no vax». A Silvi, nell'istituto comprensivo Pascoli, diretto da Maristella Fortunato, si sono verificati casi di documentazione incompleta perché non tutti i 10 vaccini obbligatori sono stati certificati dai genitori «Del problema è stata informata la Asl di Teramo. Oggi dovrebbe risolversi», aggiunge l’assessore. Sono diversi invece i casi di Sulmona che hanno creato ieri un clamoroso conflitto tra genitori, assertori della politica del no ai vaccini, e la scuola, la cui dirigente ha dichiarato aver rispettato la legge. «Si tratta comunque di eccezioni», sottolinea Paolucci, «che confermano la regola del 98 per cento di immunità di gregge raggiunta in Abruzzo». Ai fini pratici invece il tema vero è quello dell'anagrafe vaccinale che esiste in altre 9 regioni d'Italia e permette di accertare con un clic sul computer quanti e chi sono i bimbi vaccinati senza che si ricorra a scadenze e a documenti da consegnare a scuola con il rischio di vedersi rifiutare all’ingresso i propri figli per una dimenticanza. Scopriamo però che anche l'Abruzzo si è dotato di anagrafe informatizzata dei vaccini. Il sistema è stato collaudato a dicembre del 2016. A gennaio risultavano 24mila vaccinazioni. Ma adesso è in stand by perché dev’essere aggiornato con le novità sostanziali introdotte dal decreto Lorenzin. Tocca all’Arit (Agenzia regionale per l'informatica e la telematica) farlo. Ma il contratto con la Regione, dicono, non è ancora perfezionato.