Parchi, Regione, Anas e Province chiamati a rimborsare

AVEZZANO. Gli incidenti stradali causati dagli animali selvatici oltre a essere pericolosi per l'incolumità degli automobilisti rappresentano un grattacapo per quanto riguarda i risarcimenti dei...
AVEZZANO. Gli incidenti stradali causati dagli animali selvatici oltre a essere pericolosi per l'incolumità degli automobilisti rappresentano un grattacapo per quanto riguarda i risarcimenti dei danni.
L'aumento incontrollato degli ungulati ha, negli ultimi tempi, fatto crescere il numero di sinistri in modo considerevole. Solo ieri i casi più eclatanti sono stati due: l'orso investito a Roccaraso, e il cinghiale ucciso sulla Trignina da un autobus di linea a San Salvo.
Per il risarcimento dei danni, le ultime norme hanno messo fine al rimpallo di responsabilità tra i vari Enti, ma è necessario comunque seguire un iter non certo semplice. Generalmente gli Enti preposti al risarcimento degli automobilisti coinvolti in incidenti stradali con animali selvatici sono Regione e Anas da un lato e la Provincia dall'altro. Nel primo caso quando l'incidente avviene lungo una strada statale, nel secondo quando si verifica sulla Provinciale. Le cose cambiano all'interno del Parco, quest’ultimo diviene l'unico responsabile in caso di incidenti che coinvolgono fauna selvatica protetta, come ad esempio l'orso marsicano.
Ci sono poi casi come l'incidente avvenuto nel 2013 quando un orso è stato investito e ucciso da un’auto lungo l’autostrada A24, in prossimità dello svincolo di Tornimparte. Il conducente, che dall'Aquila procedeva in direzione Roma, si è trovato il plantigrado davanti e l’impatto era stato inevitabile. Per fortuna l’automobilista è rimasto illeso. In caso di incidente, l'automobilista ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno.
I casi di orsi investiti sono comunque un fenomeno rari, diversi invece i casi di altri animali più numerosi in Abruzzo. Attualmente quello che preoccupa di più è la presenza di ungulati cresciuta in misura incontrollata che sta causando da un lato gravi danni all’agricoltura e all’ambiente, e dall'altro alla circolazione stradale. Pietro Guida

