Per fare il “tagliando” alla casa serve il fascicolo di fabbricato

31 Agosto 2016

PESCARA. I tecnici lo invocano, i proprietari lo respingono. E’ il famoso fascicolo di fabbricato. Se ne parla molto in occasione di ogni terremoto o in caso di crolli improvvisi. Al momento è solo...

PESCARA. I tecnici lo invocano, i proprietari lo respingono. E’ il famoso fascicolo di fabbricato. Se ne parla molto in occasione di ogni terremoto o in caso di crolli improvvisi. Al momento è solo un disegno di legge depositato in Parlamento che definisce il fascicolo un docmento dove «sono annotate le informazioni relative all’edificio di tipo identificativo, progettuale, strutturale, impiantistico, ambientale, con l’obiettivo di pervenire ad un idoneo quadro conoscitivo a partire, ove possibile, dalle fasi di costruzione dello stesso, e sono registrate le modifiche apportate rispetto alla configurazione originaria, con particolare riferimento alle componenti statiche, funzionali e impiantistiche». Si tratta insomma di una sorta di carta di identità del fabbricato, in base alla quale fare periodicamente il “tagliando” dell’immobile.

Per i tecnici sarebbe necessario anche «andare oltre la semplice idea di fascicolo del fabbricato». Secondo il Consiglio nazionale dei periti industriali lo strumento, di cui si parla insistentemente dopo il sisma dei giorni scorsi nell'Italia centrale, «non è un nuovo documento da aggiungere a quelli esistenti come qualcuno pensa», bensì una iniziativa per misurare lo stato dell'edificio e fornire una certificazione sul suo stato di sicurezza, attraverso una «elaborazione statistica dei dati». L’idea non convince però Per l’associazione dei proprietari: «Il fascicolo del fabbricato è una raccolta di documenti che dovrebbero curare le amministrazioni pubbliche (che non lo fanno neppure per i loro immobili!), ma che invece si vorrebbe imporre ai singoli proprietari, che allo scopo pagherebbero ingenti somme ai professionisti, i quali - guarda caso - da anni chiedono quest’obbligo».