Pescara, fiume e mare puliti: tutti in piazza il 12 marzo

Dalla discarica dei veleni ai finti depuratori: una grande manifestazione per chiedere a Stato e Regione una grande opera di risanamento del territorio. Creato l'hashtag #vogliamoifiumieimaripuliti
PESCARA. «Vogliamo i fiumi e il mare puliti, la vera grande opera è il risanamento del territorio»: con questo slogan è stata promossa per sabato 12 marzo, a Pescara, una manifestazione contro l'inquinamento, finalizzata a pretendere azioni concrete, trasparenza nelle informazioni e partecipazione nelle scelte e a risolvere quella che viene definita come «una condizione da quarto mondo, che in alcune aree si sta trasformando anche in emergenza sanitaria». Promossa da associazioni e comitati, l'iniziativa segue quella delle associazioni di categoria del turismo che, con il Forum Acqua, hanno organizzato l'assemblea pubblica cittadina dello scorso 15 febbraio. La manifestazione prevede un corteo che partirà alle ore 15 da piazza Unione e si concluderà alla Nave di Cascella. «Come cittadini - dicono i promotori - siamo indignati per la situazione in cui versano i nostri fiumi che sono i simboli di un territorio malato. Ogni giorno, ridotti spesso a fogne, gettano veleni e rifiuti nel mare Adriatico».
«Al danno - osservano - si aggiunge la beffa di pagare lautamente con la bolletta un servizio che non si riceve, con danni che si moltiplicano visto che ne risente anche l'economia turistica regionale. Addirittura i cittadini dovranno pagare pure le multe per le condanne che stanno arrivando dalla Corte di giustizia europea per la mancanza di depurazione. Un sistema fallito che ha nelle società di gestione del Servizio Idrico Integrato il vero scandalo. Società con centinaia di milioni di euro di debiti, spolpate dalla malapolitica, prive della capacità di impegnarsi realmente sul territorio». «La situazione di Pescara - aggiungono - ormai è esplosa con il fiume Pescara che è ricettacolo di decine e decine di scarichi non trattati o trattati male, siano essi abusivi oppure di impianti più o meno autorizzati. È solo la punta dell'iceberg visto che il 70% dei corsi d'acqua abruzzesi non rispetta gli obiettivi di qualità imposti dalla Direttiva Comunitaria Acque subendo una pressione antropica insostenibile. Nonostante ciò sui fiumi abruzzesi continua l'assalto delle nuove captazioni e intubazioni, della sottrazione diffusa di acqua in maniera illegale, dello scarico di rifiuti di ogni tipo sulle sponde senza alcun controllo».
Gli ambientalisti tornano quindi a chiedere la pubblicazione di tutti i dati online in possesso di Arta, delle Province e delle società di gestione, la pubblicazione dei dati di tutti i progetti finanziati e dello stato di avanzamento su un sito unico della regione, la pubblicazione delle sanzioni e delle varie autorizzazioni degli impianti, lo stop a nuove captazioni e un programma straordinario di bonifica e controllo delle aree golenali. All'iniziativa hanno aderito e stanno aderendo comitati cittadini, movimenti, associazioni ambientaliste e non. Vi sono, tra gli altri, Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua, Nuovo Senso Civico, Pescara Puntozero, Zona22, Collettivo Studentesco Pescara, Circolo Pesca Fabrizio Di Nino Pescina, Comitato No Elettrodotti, Stazione Ornitologica Abruzzese, Coordinamento No Ombrina, associazione Bed & Breakfast Costa dei trabocchi, Rifondazione Comunista. Per l'occasione è stato creato l'hashtag #vogliamoimarieifiumipuliti.

