Pet economy. Le richieste dei proprietari: videochiamate con i Fido e menu a base di arrosticini.

Elena Romano racconta la Dog Farm, tra le prime strutture in Abruzzo: dai 20 ai 25 euro al giorno, clienti soprattutto giovani coppie.
MONTESILVANO
Il vero capolavoro del bizzarro genio moderno si scatena nelle strutture alberghiere per cani, dove gli amici a quattro zampe vengono lasciati al momento della partenza per un viaggio dei proprietari: impensabili fino trent’anni fa, quando era visto con vago sospetto perfino il concetto di hotel pet-friendly, oggi queste strutture coprono in maniera quasi capillare il territorio, soprattutto nel nord Italia. In Abruzzo il fenomeno cresce, ma a ritmi meno sostenuti e con bizzarrie più contenute: non ci sono sessioni di idromassaggio terapeutico né aperitivi a base di camomilla ma può capitare che i proprietari più ansiosi, dopo aver lasciato il proprio Fido in struttura, vogliano sincerarsi che il soggiorno stia andando alla grande. Ecco quindi telefonate nel cuore della notte, conversazioni in videochiamata per un intuitivo botta e risposta con la creatura fino all’arrivo di fantasie fuori menù per la cena. Elena Romano, proprietaria di una storica struttura a Montesilano, Dog Farm, le racconta a corredo di un viaggio negli spazi di una delle prime proposte alberghiere della regione, sorta nel 2011 e che oggi gestisce da sola, anche perché «è una materia delicata e non me la sento di delegarla ad altri», spiega al Centro. Dentro queste strutture moderne e al passo con le istanze delle giovani coppie italiane, c’è tutto quello che il vostro cane possa desiderare per guardare con dolore il check-out e il ritorno sul tappeto di casa. Anche se Romano conferma la tendenza non esplosiva in Abruzzo in termini di strutture attrezzate: «Siamo stati tra i primi, circa quindici anni fa. C’è concorrenza nel settore, ma parliamo ancora a una nicchia. Abbiamo box singoli dove gli animali riposano e trovano tutti i comfort del caso, la cuccia adeguata alle loro esigenze e i giochi indicati dai proprietari. La nostra clientela è prevalentemente formata da coppie giovani». Passati i test di controllo iniziali (microchip, vaccinazione in regola e trattamento antiparassitario), per il soggiorno si spendono «dalle 20 alle 25 euro, in media, al giorno, con coppie che partono anche per 10 giorni e sono disposte a spendere più che in passato per il benessere e la cura del proprio animale». Fino a punte inimmaginabili: «Capita a volte, come di recente, che ci portino cagnolini molto difficili di appetito, a cui va cucinato un certo tipo di carne o certi formaggi specifici, particolari ed espressamente richiesti dai proprietari. Una volta una coppia si è presentata con un mazzo di arrosticini: era il menù per il cane. Tra le cose bizzarre che possono capitare, anche le videochiamate: una volta ho dovuto farne una molto lunga in cui il proprietario ha voluto parlare con il cane al telefono», racconta Elena. «Un’altra volta», aggiunge, «per chiedere informazioni sullo stato del cane, i proprietari mi hanno chiamata al telefono alle tre di notte». La spesa maggiore per la struttura? «Il cibo, che costa parecchio ed è aumentato nei prezzi, soprattutto quando il cane non si accontenta di normali crocchette, ma anche il giardinaggio, per dare agli animali che ospitiamo un’area verde adeguata per farli giocare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

