Pettinari è a zero euro «Come ho fatto? Da solo»

28 Dicembre 2014

L'AQUILA. Il "caso" destinato a fare discutere è quello di Domenico Pettinari, che con la sua dichiarazione "negativa di spese elettorali in occasione delle elezioni regionali del 25 maggio 2014" ha...

L'AQUILA. Il "caso" destinato a fare discutere è quello di Domenico Pettinari, che con la sua dichiarazione "negativa di spese elettorali in occasione delle elezioni regionali del 25 maggio 2014" ha fatto sorgere qualche perplessità e suscitato non poche polemiche. Perché, se a destare sospetti sono i costi massimi, in qualche modo lo sono anche quelli minimi. Come per Leandro Bracco, altro grillino che nella sua rendicontazione al Collegio di garanzia dichiara di avere speso 351 euro per sostenere la campagna elettorale. Non viene meglio specificata la categoria di spesa. Figuriamoci i costi pari a zero. Come quelli di Pettinari, che scrive nella rendicontazione: "Dichiaro che non sono state effettuate operazioni di raccolta di fondi per il finanziamento della mia campagna elettorale", che "non è stata affrontata alcuna spesa per la mia propaganda elettorale", di "non avere ottenuto dal partito di appartenenza alcun finanziamento o contributo, né la messa a disposizone di alcun servizio". Zero euro per una campagna elettorale che lo ha portato a raccogliere comunque 2.289 voti.

Come è possibile raggiungere simpatizzanti e creare nuovi consensi senza spendere nemmeno un euro? «Sono onorato di non aver sostenuto spese», aveva dichiarato il consigliere M5S qualche settimana fa. «Noi del M5s, e io in particolare, non facciamo cene, non realizziamo manifesti, non organizziamo feste con porchetta e, se occorre un volantino, lo stampiamo in casa. Le nostre campagne elettorali», aveva aggiunto Pettinari, «sono quasi povere. Ci limitiamo a parlare con gli elettori se li incontriamo nelle nostre città». D'altra parte M5s - questo è il princpio su cui Pettinari ha fatto leva - ha rinunciato a 50 milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti. Resta difficile comprendere come un consigliere eletto possa aver sostenuto la campagna elettorale senza fare una telefonata, spedire una lettera o un'e-mail, senza usare il cellulare o spostarsi con l'auto da una città all'altra. (m.g.)

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