Piano da 25 milioni per il web veloce in tutto l’Abruzzo

La banda larga nelle aree rurali di 94 comuni a sostegno delle imprese: lavori in due anni a partire da luglio
PESCARA. L'Abruzzo è una delle regioni in cui il digital divide, il divario esistente tra chi ha accesso alle tecnologie dell'informazione e chi ne è escluso, fa registrare le percentuali più alte. E a farne le spese, in molti casi, sono le imprese, che hanno difficoltà a confrontarsi con un mercato internazionale in cui il web la fa da padrone.
Se tali problematiche non si riscontrano nelle città capoluogo, la situazione può presto migliorare, almeno nelle aree rurali, grazie ad un investimento di circa 25 milioni di euro, con i fondi del Piano di sviluppo rurale e del Piano di sviluppo regionale 2007-2013.
In Abruzzo la banda larga (velocità di connessione 2-20 Mbps) raggiunge l'89,8% della popolazione, ma i numeri crollano se si considera la banda ultra larga (almeno 30 Mbps): solo il 9,5% della popolazione (22,3% in Italia e 64% in Europa), con un digital divide pari al 90,5%, tra i peggiori del Paese dopo Molise, Trentino Alto Adige e Sardegna.
Sono 94 i comuni ricadenti in aree rurali che, grazie al progetto della Regione, tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017 potranno godere della banda ultra larga, con velocità di connessione compresa tra i 30 e i 100 Mbps. I lavori partiranno a luglio.
L'intervento è stato approvato dalla giunta regionale con deliberazione del 25 luglio 2014 e Infratel, la società in house del ministero dello Sviluppo economico, che coordina il Piano nazionale Banda ultra larga e che ha pubblicato il bando europeo ad agosto scorso, individuando i contraenti Eds Infrastrutture e l'ati Mazzoni-Icot, con il criterio delle offerte economicamente vantaggiose.
La tecnologia utilizzata è quella della fibra ottica, che in alcuni casi arriverà fino agli edifici, garantendo il massimo della velocità. Per realizzare gli interventi, dove possibile, verranno utilizzate infrastrutture esistenti. Con l'obiettivo di accelerare l'iter autorizzativo, sarà utilizzato lo strumento della conferenza dei servizi.
Dunque scuole, ospedali, edifici pubblici e semplici abitazioni avranno presto una connessione al passo coi tempi.
Il percorso avviato, come spiegato in conferenza stampa dall'amministratore delegato di Infratel, Salvatore Lombardo, dovrebbe portare l'Abruzzo entro il 2020 a completare l'infrastrutturazione dell'intera regione. L'ad della società del Mise sottolinea però che «servono grandi sforzi non solo da parte degli operatori, ma soprattutto da parte delle istituzioni».
Per il governatore Luciano D'Alfonso si tratta di «un intervento di civiltà, modernizzazione e competitività che sostiene una vasta area della nostra regione a rischio marginalità». «Lo sviluppo rurale abruzzese», evidenzia il governatore, «è fatto anche di digitale e di banda ultra larga e in questi 94 comuni o si faceva con questo strumento o non si faceva». «Contiamo di ottenere ulteriori 50 milioni di euro per gli interventi destinati alla infrastrutturazione digitale, non solo dal piano Junker», aggiunge, «ma anche dal dialogo competitivo avviato con il Mise».
Il presidente ricorda inoltre i piani di intervento nelle maggiori aree industriali, tra cui la Val di Sangro. In sintesi, secondo D'Alfonso, «nelle città capoluogo c'è voglia di fare da parte dei gestori, nei Comuni dell'entroterra interveniamo con i fondi del Psr e nelle zone tra il grandissimo urbano e la rilevanza industriale agiamo con il cosiddetto accompagnamento». L'auspicio è che una volta completate le opere, «tutto funzioni, perché in passato è accaduto anche il contrario».
Ricordando che il Psr 2014-2020 prevede ulteriori misure in materia di banda larga, l'assessore Dino Pepe si sottolinea il valore dell'intervento: «Parliamo di aree in cui gli operatori non avrebbero mai investito. In questo modo garantiamo sostegno alle aree interne e le imprese del territorio potranno affacciarsi sui mercati internazionali».
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