Prezzi delle case mai così in basso e la domanda accenna una ripresa

Gli agenti immobiliari dicono che il mercato ha toccato il fondo e che è il momento di investire «I maggiori ostacoli sono burocrazia e incertezza sulle tasse, intervengano gli enti locali»
PESCARA. «In Abruzzo, come nel resto d'Italia, ormai è stato toccato il fondo per quanto riguarda i prezzi delle abitazioni, che hanno subito un calo strutturale. Si intravede un aumento della domanda del 3-4%, ma questo non genera un aumento dei prezzi, che sono ai minimi storici e si attestano a livelli sotto i quali non si può scendere. Di conseguenza aumenta esponenzialmente la soluzione dell'affitto. Siamo in una fase in cui le parole non servono più: o si fa qualcosa o il settore muore». A scattare l'impietosa fotografia del mercato immobiliare abruzzese è Samuele Lupidii, delegato nazionale ai rapporti istituzionali della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip). Sottolineando che «se una persona ne ha la possibilità questo è il momento di acquistare e di investire», Lupidii spiega che i capoluoghi di provincia, zone nelle quali c'è più richiesta, mantengono di più il prezzo, mentre nelle zone extraurbane è calma piatta. «Non ci sono eccezioni e non ci sono isole felici», osserva l'esperto, «perché anche nelle zone turistiche, dove si può pensare ad una seconda casa, la tassazione è un'incognita e il risultato è un mercato distrutto».
Si vende principalmente il nuovo, perché l'usato presenta una serie di problematiche acuite dalle nuove normative, come quelle relative alle classi energetiche. «Poi», evidenzia Lupidii, «c'è talmente tanto nuovo che tutti si buttano su quello».
Il mercato è sostanzialmente fermo per quanto riguarda le case più piccole destinate principalmente alle neocoppie, perché i giovani non trovano o perdono il lavoro e quindi affittano, in attesa di tempi migliori.
Dati leggermente migliori si registrano per le case più grandi, destinate alle famiglie. Male, invece, gli edifici destinati ad attività commerciali ed industriali. In un contesto di questo tipo, sono mole le agenzie immobiliari costrette a chiudere. Quelle che resistono sono costrette a ridimensionarsi e in molti casi gli agenti si dedicano ad attività alternative, come consulenze o amministrazione dei condomini.
«Ciò che spaventa», dice l'esperto, «è l'incertezza circa le nuove tasse: se si capisce che il volano di tutto è l'attività immobiliare, allora forse si riparte, ma non siamo in grado di dire quando; se la tassazione sulla casa continua ad essere eccessiva non so se ripartiremo. Gli enti locali, in tal senso, possono fare la loro parte, riducendo le tasse».
Pasqualino Scuccimarra, titolare, insieme a Enzo D'Alessandro, dell'agenzia Broker Consult di Pescara e Montesilvano, sottolinea come in alcune zone del capoluogo adriatico il crollo dei prezzi abbia raggiunto il -30%, dato che scende al -40% nei comuni limitrofi. Scuccimarra prova a dare un consiglio agli utenti rispetto ad una delle paure più ricorrenti del momento: «Chi deve vendere un immobile e deve acquistarne un altro non deve preoccuparsi di vendere a meno di quanto l’aveva pagata, perché lo stesso ribasso ci sarà anche per il nuovo e magari l'abitazione verrà rivenduta quando il mercato si sarà ripreso. Non ha senso fare la fatica di stare in una casa in cui non si sta più bene». «Una cosa, però, è certa», aggiunge, «se si vuole vendere un immobile solo per monetizzare conviene aspettare tempi migliori. In ogni caso, nel 2014 abbiamo riscontrato segnali di interesse: da un lato perché i prezzi sono ai minimi e c'è il timore che possano risalire, dall'altro perché da parte di alcune banche c'è una leggera riapertura a sostenere i mutui».
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