Prodotti troppi furgoni Sevel si ferma sei giorni

1 Ottobre 2014

ATESSA. Cassa integrazione per assestamento produttivo in Sevel dal 27 ottobre al 1° novembre. L'annuncio è stato fatto dalla direzione aziendale che ha incontrato i rappresentanti sindacali. Lo stop...

ATESSA. Cassa integrazione per assestamento produttivo in Sevel dal 27 ottobre al 1° novembre. L'annuncio è stato fatto dalla direzione aziendale che ha incontrato i rappresentanti sindacali. Lo stop produttivo non desterebbe tuttavia preoccupazioni dato che si tratta di una stabilizzazione dovuta al picco produttivo delle ultime settimane per immettere i nuovi modelli del furgone Ducato sul mercato.

La Sevel è in grado di garantire, come annunciato nei mesi scorsi e secondo i piani aziendali, la produzione di 220mila furgoni fino alla fine del mese di dicembre. Ad oggi la fabbrica del Ducato, il furgone più amato dai lavoratori europei, realizza circa 1.050 furgoni al giorno. Per il 2015 si prevede un ulteriore incremento di produzione, tanto che voci non confermate in azienda, parlano addirittura del ritorno dei sabato di straordinario.

L'azienda si fermerà per sei giorni che saranno recuperati, per chi li ha, da ferie e permessi residui del 2013.

DIRETTIVO UILM. Ieri a Lanciano si è riunito il direttivo regionale della Uilm-Uil Abruzzo con la partecipazione del segretario di Chieti-Pescara, Nicola Manzi, il segretario nazionale Rocco Palombella e oltre 200 delegati. «Ci sono almeno 10 aziende che in questo momento stanno ritardando il pagamento degli stipendi a causa delle banche che negano l'accesso al credito e non concedono più anticipi», sottolinea Manzi, «questo è vergognoso: dopo aver incassato anni di utili e in questo momento fondamentale per la ripresa, le banche attuano una strategia di chiusura».

Ci sono tuttavia anche segnali positivi. A cominciare dalla Honda che, per Manzi, «sta confermando il suo impegno con i due nuovi modelli e nuove produzioni non necessariamente legate alle due ruote». Ci sono poi Denso e Taico che si apprestano a investire. Preoccupazione per la San Marco, alle prese, a giorni, con una asta per la cessione degli stabilimenti di Lanciano e Atessa. «Se saranno confermati gli investimenti di Fiat, l’Abruzzo si troverà in una situazione approssimativa al cuore della produzione automotive grazie anche alla vicinanza con gli stabilimenti di Cassino e Melfi», commenta Palombella.

Daria De Laurentiis

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