Proel ci crede e si prende la Roland

1 Novembre 2014

Al gruppo di Sant’Omero il 100% della società picena di elettronica musicale. Sorbi: piano industriale a fine novembre

SANT’OMERO. La Roland Europe di Acquaviva Picena, nell’Ascolano, aveva chiuso gli occhi esattamente un anno fa. Ogni speranza di ridare dignità e sviluppo ad uno dei marchi dell’elettronica musicale di matrice nipponica che aveva impiantato nel 1976 il proprio stabilimento nelle Marche, sembrava svanita e con essa il sogno degli ultimi 149 dipendenti di tornare a produrre. Il brand R&D Roland Europe non esiste più. Lo stabilimento sì, al pari di una storia lunga 38 anni che il Gruppo Proel “risuscita” incorporandola al core business.

Il 3 ottobre scorso si è chiusa l’operazione che ha portato Proel Lab, quale nuova entità, a detenere il 100 % del pacchetto azionario. Il 24 novembre o, al più, il 10 dicembre, la newco potrebbe ripartire con lo “sviluppo e ricerca” e a settembre prossimo potrebbero arrivare le prime attese assunzioni. Non si andrà, secondo gli step del piano aziendale, oltre le trenta unità iniziali. Nel frattempo, anche la selezione del personale guarderà attraverso gli skill di chi è stato in Roland che sotto l’egida Proel Lab innoverà nel design italiano, portando prodotti unici con brevetti propri e tecnologia proprietaria. Dunque, produzione, know how, ricerca, sviluppo anche nel campo software parleranno solo ed esclusivamente italiano.

E’ un Fabrizio Sorbi raggiante quello che, ieri, ha illustrato la grande operazione che ha portato ad acquisire Roland Europe dopo la decisione nel 2013 della corporation giapponese di chiudere lo stabilimento di Acquaviva nell’ottica della riorganizzazione degli impianti del gruppo. La Proel è figlia della controtendenza. Ci stavamo abituando all’idea di vendere alle potenze economiche straniere i nostri migliori orgogli: non solo marchi, ma anche tecnologia ed impianti. A Sant’Omero è successo l’esatto contrario. Esagereremmo se definissimo questo lembo d’Abruzzo la nuova silicon valley ma il fondatore di Proel e con lui i due advisor finanziario e legale che hanno curato l’ operazione hanno fatto qualcosa che ha trovato d’accordo, cosa quantomai rara, tutte le organizzazioni sindacali che definiscono storica la giornata di ieri dopo che «sono stati versati lacrime e sangue in questa dura battaglia che ha visto grande senso di responsabilità da parte dei lavoratori che hanno mantenuto la testa alta in una vertenza senza soluzioni», ha detto Romina Rossi della Fim Cisl. Alfredo Maroni, già presidente di Roland Italia, si dice soddisfatto di una ripartenza, dopo appena un anno, del “total made in Italy”. Gli fanno eco Bruno Bucciarelli di Confindustria Ascoli ed il suo omologo teramano Ercole Cordivari. Il primo ricordando come il gelo che un anno fa scese sulla testa degli operai ai quali venne annunciato il licenziamento, è il calore di oggi; il secondo elogiando la tenacia e la caparbietà di Sorbi che ha incassato il plauso dell’assessore marchigiano al Welfare, Marco Luchetti. Sorbi si è dunque presentato al cospetto della Roland Europe per l’acquisizione avendo già chiare le idee. Non trova asilo nella sua corporation - che conta sedi in tutto il Globo (un fatturato 2013 di 50 milioni di dollari), che esporta il 70 % della produzione lasciando nel Belpaese solo il 30 % - la tecnologia di Roland. «Saranno nuovi il brand in fase di studio», dice il numero uno di Proel, «il design, ricerca e sviluppo». Lui e Maroni glissano intenzionalmente sui numeri dell’acquisizione. Sorbi si è limitato a dire che sarà presentato il piano industriale a fine novembre e che la nuova newco resterà ad Acquaviva.

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