Pronto soccorso, si cambia “Ppi” in 8 piccoli ospedali

24 Ottobre 2016

Si chiameranno “Punti di primo intervento” e interesseranno le strutture riconvertite. Paolucci: tappa importate per la nuova sanità abruzzese

PESCARA. Otto punti di primo intervento (Ppi, detti altrimenti urgency room) sostituiranno i Pronto soccorso negli ospedali riclassificati in base al piano di riordino approvato dalla regione. Il provvedimento, approvato in giunta, interessa i Ppi di Gissi, Casoli, Guardiagrele, Pescina, Tagliacozzo, Atessa, Ortona e Popoli. L’entrata in funzione delle nuove strutture è scandito da un cronoprogramma per il periodo che va dagli ultimi tre mesi del 2016 ai primi sei del 2017 monitorato dal Crea, il Comitato Regionale Emergenza Urgenza, con l’obiettivo di uniformare l'attività degli stessi Ppi e a valutarne la coerenza nel tempo, in conformità alle previsioni del decreto ministeriale 70/2015 che ridefinisce gli standard ospedalieri. Il Programma di riordino dei Punti di Primo Intervento è stato elaborato dall'Agenzia Sanitaria Regionale in sede Crea e rappresenta, per l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci «un importante tappa del percorso di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, necessaria per la riqualificazione dell'intero sistema dell'emergenza-urgenza e per l'affinamento dell'appropriatezza clinico-organizzativa».

Secondo l’assessore, l'intervento di riordino assicurerà risposte efficaci alle situazioni di emergenza-urgenza sanitaria, mettendo a sistema le azioni volte alla riorganizzazione del Sistema territoriale di soccorso, della Rete dei Pronto Soccorso, dei Dipartimenti di Emergenza ed Accettazione in rapporto alla Continuità assistenziale. Cambia insomma tutto l’impianto della rete dei Pronto soccorso come li conoscevamo, e infatit parallelamente sarà anche potenziato il 118.

«Il percorso di trasformazione dei Punti di Primo Intervento», continua Paolucci, «si caratterizza quindi, per singolo presidio, per una gradualità temporale atta a garantire il mantenimento degli attuali livelli di assistenza».

Inoltre, in conformità con la strategia nazionale per le aree interne delineata dal ministero della Salute, particolare attenzione è stata prestata all'elevata estensione dei territori e alla distanza dai punti di erogazione delle prestazioni, che rappresentano elementi di criticità da valutare per una omogenea risposta assistenziale territoriale.

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