«Quante inesattezze sul Parco...» De Dominicis replica a Ballone

PESCARA. «Cartografia inadeguata? Non è vero. Anzi, quando il ministero ha visto il mio piano, mi ha fatto i complimenti. Realtà distorte? Questa è un’offesa, basti pensare che gran parte delle...
PESCARA. «Cartografia inadeguata? Non è vero. Anzi, quando il ministero ha visto il mio piano, mi ha fatto i complimenti. Realtà distorte? Questa è un’offesa, basti pensare che gran parte delle richieste di Confindustria è stata recepita escludendo di fatto dal perimetro i porti di Vasto e Ortona, le aree produttive artigianali e industriali». Il commissario ad acta del Parcoi della Costa teatina Giuseppe De Dominicis, dice di essere perplesso e sconcertato davanti alle dichiarazioni fatte dal presidente di Confindustria Abruzzo Agostino Ballone sulla scarsa qualità e inesattezze riportate nel piano di perimetrazione da lui tracciato e tutt’ora all’esame del ministero. Ballone prendeva spunto dalla risoluzione votata in consiglio regionale che impegna la giunta a richiedere a rivedere i confini del Parco e concludeva quindi che era d’obbligo lo stop dell’intera procedura.
De Dominicis oltre a rispedire al mittente le accuse e a difendere il suo operato (l’incarico è in scadenza) ammette di essere rammaricato di aver combattuto una battaglia in assoluta solitudine riuscendo però ad ottenere «norme che in qualche modo possono intendersi come rivoluzionarie nella gestione dei Parchi moderni e futuri» e che presto illustrerà.
«Il documento votato in consiglio regionale dopo 24 ore di seduta consecutiva ed allo stremo delle forze aveva chiaramente, più un risvolto politico che di merito», afferma suggerendo a Ballone di informarsi meglio sulla cartografia utilizzata: «Le avrebbe evitato di dire inesattezze». «Sarebbe lungo e complicato», continua, «spiegarle anche la questione, peraltro anch'essa recepita nella stesura definitiva del comune di Ortona (e comunicata al sindaco) che mostra ad oggi, irrisolte alcune incongruenze tra edificato e Piano regionale paesistico. Bastava chiedere (...), forse avremmo potuto ottenere di più se ci fosse stato qualcuno a sostenermi. Tutti impegnati a demolire e pochi a costruire» (...) «Se questa legge non piaceva, ci sono stati anni e governi che avrebbero potuto abrogarla ma non è stato fatto, si pensava forse che tutto sarebbe rimasto a galleggiare come prima e che anche la figura del Commissario ad acta avrebbe lasciato tutto sospeso, magari facendosi rinnovare anche l'incarico. Caro Presidente, questo on è il mio caso».
E ieri in consiglio regionale, Mauro Febbo (ex assessore Fi e coordinatore del Tavolo del Parco) ha avuto modo di tornare sulla questione sottolineando come l’attuale assessore Mazzocca non abbia dato seguito alla risoluzione approvata una settimana fa. «Lo stesso assessore», racconta, «è stato comunque smentito dal presidente D’Alfonso che prendendo la parola si è impegnato a intervenire presso il ministero dell’Ambiente affinché venga rivista la perimetrazione del Parco».(a.mo.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

