Quanti fantasmi tra elettori e candidati
Ci sono comuni con più iscritti alle liste che abitanti. In altri corrono formazioni che non puntano ai voti, ma a una vacanza
PALENA. Qual è stata la percentuale dei votanti domenica scorsa a Palena? 55.87% (dati ufficiali) o 83.67%? Trattandosi di numeri, vien subito da parafrasare l’antico detto: “La matematica non è un’opinione”. E anche questo è vero, ma vere sono entrambe le percentuali. A Palena, ma come vedremo il caso è applicabile a tanti altri Comuni, gli aventi diritto al voto sono stati 1779 (887 maschi e 892 femmine) su una popolazione di 1400 abitanti, compresi, logicamente, chi ha meno di 18 anni. La discordanza tra i due dati è dovuta all’Aire, Anagrafe italiani residenti all’estero. Essi hanno la possibilità di votare per elezioni politiche e referendum per corrispondenza nel Paese di residenza, e per l'elezione al Parlamento Europeo nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all'UE. In quell’elenco sono iscritti 591 palenesi, o figli di palenesi, che hanno diritto al voto. Quindi, se si calcola la percentuale sui veri residenti in paese aventi diritto al voto, il risultato è 83.67%, mentre se la conta si fa, come avviene per le statistiche ufficiali, sul totale degli aventi diritto al voto (compresi quindi gli “Aire”) ecco che la percentuale scende a 55.87%. Certo che gli iscritti all’Aire possono anche non aver perso le radici con le proprie origini ma immaginare che ci si sposti dall’Argentina, Germania, Stati Uniti, Australia, per citare quelle nazioni con più presenza di Italiani, per votare alle comunali è cosa difficile che avvenga. Per rimanere a Palena, dei 591 iscritti all’Aire uno o al massimo due, sono ritornati in paese per rinnovare il consiglio comunale. Non è però solo una discrepanza di percentuali, anche se il dato comunque è espressivo perché sapere che si è recato alle urne il 55.87% o l’83.67% cambia le riflessioni post voto. Ci sono comuni più piccoli di Palena nei quali, quando si vota, gli iscritti all’Aire diventano un “problema”. Prendiamone alcuni come esempi: Pennadomo, 310 abitanti (compresi i minorenni) 400 iscritti al voto; Colledimacine, 280 abitanti, 500 aventi diritto al voto; Gamberale, 334 residenti, 670 aventi diritto al voto; Roio del Sangro, 120 abitanti, 110 votanti residenti in paese votanti, 260 votanti compresi gli “aire”. Qual è il problema, si dirà. C’è, perché spesso in un piccolo paese a malapena si riesce a mettere su una lista e, in questo caso, se il numero dei votanti complessivi (quindi compresi i residenti all’estero) non raggiunge il 50% più 1, le votazioni si annullano. Il legislatore ha voluto salvaguardare la rappresentanza politica dei cittadini e l’astensionismo dal voto, ma ci sono delle realtà così piccole nelle quali nessuno se la sente di mettersi in gioco. E la materia dovrebbe essere sicuramente rivisitata, perché il Consiglio di Stato in due casi, una sola lista e non raggiungimento del quorum, ha riconosciuto la possibilità di nominare consiglieri tutti i candidati dell’unica lista ammessa. Ma, per non entrare in lungaggini, ecco allora l’escamotage: si presentano due liste, di cui una “concordata”, per ovviare al problema del raggiungimento del quorum. Spesso con uno stesso programma, stessi comizi, stesso tutto. Certo, ufficialmente nessuno ammetterà mai che si sta facendo ciò, ma bisogna pur industriarsi per trovare uscite di sicurezza ai lacciuoli di alcune fredde norme.
Matteo Del Nobile
©RIPRODUZIONE RISERVATA

