Quanto piacciono quelle slot machines...
L’Abruzzo è al 3° posto per diffusione delle machinette mangiasoldi, spesi 907 euro a testa. I casi-limite nell’Aquilano
di Andrea Mori
e Giuseppe Boi
PESCARA
Abruzzo, terra forte e gentile e... di giocatori. Siamo al terzo posto della classifica sulla diffusione delle slot machines, dietro a Molise e Sardegna. Secondo i dati dell'Agenzia delle Dogane, elaborati da Dataninja per conto del Gruppo Espresso-Finegil, in Abruzzo sono attive 2.542 concessioni per una media di 19 locali dotati di macchinette "mangiasoldi" ogni 10mila abitanti.
Al primo posto della province c'è L'Aquila che alza la media con 24 locali (sempre in rapporto a 10mila abitanti) e in particolare ci sono i suoi piccoli centri che rappresentano un fenomeno sociale. Civitella Alfedena, nel cuore del parco nazionale 316 abitanti, risulta il Comune con la più alta concentrazione di slot e videolotterie (Vlt). E proiettando questo dato su campo nazionale, Civitella si piazza al 7° posto fra tutti i comuni d'Italia.
Tornando in Abruzzo, al secondo posto troviamo Campo di Giove ed il primo dei Comuni del Chietino, Rosello. Al quarto posto Pietraferrazzana, poi le altre piccole realtà come Fallo e Villa Santa Maria, la "patria dei cuochi". Crognaleto è il primo dei comuni della provincia teramana (settimo posto nella classifica regionale) dove spicca anche Montorio al Vomano.
Il rapporto di macchinette con l'esiguo numero di abitanti si fa sentire soprattutto in un'area a forma triangolare che vede nei vertici Carsoli, Crognaleto e Rosello. E' qui che si concentra gran parte delle concessioni. Perché, al di là dei piccoli centri, ci sono città e cittadine importanti come Avezzano (13 macchinette), Celano (15) e Carsoli (14).
Ai primi posti di questa classifica non compaiono comuni della costa. Pescara è solo al quarto posto fra i capoluoghi, con 7 macchinette ogni 10mila residenti, Vasto viaggia con gli stessi numeri così come Montesilvano e Ortona. Poco più su ci sono San Salvo (11 macchinette) e Giulianova (9).
Per quanto riguarda i capoluoghi, la "regina" è L'Aquila con 9 slot machine, seguita da Teramo (8), Chieti (7) e quindi Pescara.
Secondo il Libro blu dell’Agenzia delle Dogane, l'Abruzzo nel 2014 è stato fra le regioni in cui si è giocato di più. Con una spesa media per le slot di 917 euro a testa, dopo Lombardia ed Emilia Romagna. Un altro elemento su cui riflettere è la raccolta totale delle puntate: siamo all'undicesimo posto con 1milione 221mila euro a testa, segno che agli abruzzesi piace giocare ma non hanno grandi disponibilità economiche.
La fetta più grande è sempre attribuibile alle sale da gioco: macchine mangia-soldi, che succhiano 50 centesimi ogni 3 secondi, dove basta premere un bottone per perdere, in poco tempo, centinaia di euro. Apparecchi dove si spende e si perde più denaro, e che alzano il rischio di dipendenza dal gioco (ludopatia).
©RIPRODUZIONE RISERVAT
VAI SUL SITO
E COMMENTA
WWW.ILCENTRO.IT

