Raffreddori e gastroenteriti Per l’influenza c’è tempo

27 Dicembre 2015

L’Abruzzo a letto a causa di forme febbrili per le quali vale sempre l’antipiretico Il virus a gennaio, ma la vaccinazione è in ripresa e coprirà il 60% della popolazione

PESCARA. Sono perlopiù gastroenteriti e raffreddori: non è influenza vera e propria la forma febbrile che ha messo a letto gli abruzzesi in questi giorni di festa. Il virus influenzale, infatti, fa sapere Walter Palumbo, medico di base e coordinatore dell’Isa, l’associazione intersindacale sanitaria abruzzese, arriverà nelle prossime settimane. Tuttavia il virus influenzale in arrivo non sarà particolarmente aggressivo. «Riguarderà l’albero respiratorio», continua Palumbo, «ma non sarà pericoloso». E per quanto riguarda i rimedi, sono sempre gli stessi: «Il consiglio è di mettersi a letto, prendendo degli antipiretici. E solo dopo un paio di giorni, di avvisare il medico. Il quale può prescrivere degli antibiotici, che non vanno però mai presi senza aver prima consultato il medico».

Nessun allarme, dunque, sia per i malanni di stagione in corso, sia per l’influenza in arrivo. Con una vaccinazione contro l’influenza stagionale, che - anche se non si può disporre al momento di dati definitivi, visto che i medici consegneranno la refertistica, con tutti i nominativi dei pazienti che si sono sottoposti all’antinfluenzale, a metà gennaio – sembra essere andata meglio dell’anno scorso.

«Nella stagione passata», ricorda il dottor Palumbo, «ci fu la questione legata ai vaccini non sicuri, che indusse molti a non vaccinarsi. Ora, un po’ di diffidenza l’abbiamo avuta anche all’inizio di quest’anno, ma poi i pazienti hanno cominciato a vaccinarsi. Comunque possiamo dire che verrà superato certamente il 60%, per quanto riguarda la copertura sulla popolazione vaccinata».

La vaccinazione è determinante per i soggetti a rischio. «Anche se il virus in arrivo non sarà pericoloso», rimarca Palumbo, «è necessario chi vi si sottopongano, ad esempio, i pazienti con ipertensione arteriosa o bronchite cronica. Per loro il vaccino è un imperativo».

E che non ci sia allarme in Abruzzo (come neppure in Italia), lo dimostrano anche i dati, aggiornati al 20 dicembre scorso, di Influnet del Cir-It, il Centro interuniversitario di ricerca sull’influenza e le altre infezioni trasmissibili. A quella data, in tutta la regione, gli influenzati sono stati, per la precisione, 1.60 ogni mille abitanti. Nell’indagine di Influnet, su un totale di 19.420 assistiti monitorati (19 sono i medici abruzzesi che appartengono alla rete di Influnet), i casi di influenza sono stati 31, di cui 12 per bambini con una fascia d’età che va da zero a 4 anni, 5 casi dai 5 ai 14 anni, mentre 14 sono stati gli influenzati fra coloro che hanno tra i 15 e i 64 anni. «L’Abruzzo, da questo punto di vista», commenta Palumbo, «sta andando molto bene, tanto che nel grafico è tra le regioni colorate con il verde, la classe più bassa».

Vito de Luca

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