Razzi: "Dietro l'immagine di Assad ci deve essere un essere umano"

Sul suo profilo Facebook il senatore abruzzese di Forza Italia risponde alle critiche ricevute dopo il selfie fatto con il presidente siriano con altre perle di saggezza razziana: "Sono andato in Siria perchè se nessuno ci va, la Siria non viene da te"
"Sono andato in Siria perché se nessuno ci va, la Siria non viene da te. Ho rischiato molto. Il viaggio è stato vivamente sconsigliato sia dal Presidente del Senato, sia dalla Farnesina. Sono stato imprudente perché io ha una moglie che amo, due figli e due nipoti. Eppure, è stato più forte di me. Assad è Assad, ma dietro quella immagine ci deve essere un essere umano. Non è solo un principio evangelico, si tratta di avere la volontà di chedere, parlare, cercare di capire. Obama ha fallito perché non ha fatto altro che aspettare, aspettare. L'Europa, tranne i primissimi momenti della crisi, poi non è stata all'altezza prioprio di prendere alcuna iniziativa. L'Ue è una invenzione. Esiste purtroppo solo nella testa degli europeisti ma non esiste nella realtà. Sappiate che questa visita se non ha ottenuto alcun risultato, almeno ha dimostrato che con la buona volontà si può fare anche ciò che è vivamente sconsigliato. Berlusconi sarebbe andato da Assad dal primo momento. Ma Berlusconi è uno con le palle perciò io non sono niente, ma sono orgoglioso di aver assecondato ciò che penso da sempre. Dalle mie parti si dice: "chi vuole va e chi non vuole manda". Il fatto è che qui nessuno va e nessuno manda. Come si pretende di risolvere crisi gravissime come queste?".
Sul suo profilo Facebook il senatore Antonio Razzi risponde indirettamente alle centinaia di persone che lo hanno accusato di feeling con i dittatori sanguinari, dopo il suo selfie sorridente con il presidente siriano Bashar al Assad diffuso ieri su Twitter e Facebook. Nel nome dell'umanità, Razzi è diventato uno dei pochi interlocutori occidentali del dittatore nordcoreano Kim Jong-un. E l'altro ieri, insieme ad altri parlamentari europei e russi, ha raggiunto Damasco per tentare di creare una commissione che dialoghi con tutte le fazioni in campo nella disgraziata Siria in guerra. Ma quel selfie sorridente non è proprio piaciuto a nessuno, tant'è che nelle foto si vede anche Assad che consegna una targa al nostro Razzi. Foto che hanno spopolato sul web, innescando anche una polemica divertente tra Selvaggia Lucarelli e il senatore abruzzese per lo stentato italiano con cui ha risposto a un tweet. Ma tant'è: Razzi è Razzi e le critiche proprio non lo toccano.

