Renzi firma a Napoli, poi toccherà all'Abruzzo

Nella programmazione approvata dalla Regione con la supervisione di Palazzo Chigi previsti investimenti per 800 milioni di euro su viabilità, aziende e turismo
Oggi la firma a Napoli del Patto per la Campania, poi la stipula di altre dodici intese con 8 regioni, 7 Città metropolitane del Mezzogiorno e Taranto: «Ne firmeremo più o meno una alla settimana». È l'annuncio del premier Matteo Renzi. Il programma del Masterplan per il Mezzogiorno prevede in tutto quindici accordi: «Siamo a buon punto o abbiamo concluso altri dodici accordi, al momento restano fuori solo la Città metropolitana di Napoli e la Regione Puglia, ma la nostra porta è sempre aperta e speriamo che anche quelle istituzioni vogliano discutere con noi», ha detto Renzi in prefettura a Napoli dove ha firmato il Patto per la Campania con il governatore Vincenzo De Luca, alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. I Patti riguarderanno dunque Napoli, Bari, Reggio Calabria, Catania, Palermo, Messina, Cagliari e Taranto. Le regioni interessate sono: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Per quanto riguarda l'Abruzzo, il Masterplan è il risultato degli undici incontri avuti a Palazzo Chigi dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso con il sottosegretario alla presidente del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti e il capo dipartimento programmazione Ferruccio Sepe. Incontri che si sono svolti tra il 18 gennaio e il 7 aprile dopo la presentazione della prima stesura del Masterplan nel dicembre scorso. Un lungo lavoro dunque di revisione e rammendo che adesso si concretizza in un documento dove sono sì elencate le opere prioritarie o strategiche, ma soprattutto gli interventi cosiddetti “aggiuntivi”, in parte già previsti dal vecchio Masterplan, in parte inseriti su segnalazione o esplicita richiesta del governo.
Questi ultimi riguardano soprattutto gli interventi indispensabili per avviare il lavoro di conservazione del tessuto territoriale altrimenti destinato al degrado e all’abbandono, e di sostegno alle attività produttive colpite da una crisi non ancora superata. Stiamo parlando di investimenti per quasi 800 milioni: messa in sicurezza e recupero della viabilità provinciale (100 milioni di euro); messa in sicurezza e recupero della viabilità minore (100 milioni); dissesto idrogeologico (180 milioni); bonifica di siti e discariche (60 milioni); sviluppo delle reti irrigue a uso agricolo, con recupero di acque di qualità inferiori (50 milioni); potenziamento e adeguamento dei depuratori (100 milioni); potenziamento, completamento e innovazione della rete idrica e di approvvigionamento (80 milioni); assistenza allo sviluppo delle imprese tramite incentivazioni o credito d’imposta (60 milioni); manutenzione straordinaria dei parchi e messa in sicurezza dei sentieri (20 milioni); completamento dei progetti e interventi in materia di turismo e cultura (50 milioni). Si tratta dunque di opere minori, non spettacolari, ma necessarie per rendere l’Abruzzo una regione “normale”. Nel Masterplan ci sono naturalmente anche i grandi interventi, come la variante sud dell’Aquila (53 milioni); il quarto lotto della Teramo mare (85 milioni); la fondovalle Val di Sangro (190 milioni), ecc. Ma è sugli interventi di “normale amministrazione” che si misurerà la capacità di governo della Regione.

