Rete Rca: «La Regione non tagli i fondi allo spettacolo»

11 Agosto 2015

L’AQUILA. «È necessario che la Regione cofinanzi il Fondo nazionale per lo spettacolo per evitare ulteriori tagli alle sovvenzioni». L’appello viene dalla Rete Rca costituita da 14 organismi...

L’AQUILA. «È necessario che la Regione cofinanzi il Fondo nazionale per lo spettacolo per evitare ulteriori tagli alle sovvenzioni». L’appello viene dalla Rete Rca costituita da 14 organismi culturali abruzzesi riconosciuti e cofinanziati dallo Stato, operanti nei settori professionali di musica, teatro e danza sull'intero territorio regionale. La Rete Rca «ricorda» al Presidente della Regione Luciano D'Alfonso ed a tutti i gruppi consiliari «che l'intero comparto cultura abruzzese è ancora in attesa di provvedimenti legislativi previsti dalla LR 46/2014 che oltre all'adeguamento alle direttive UE prevedeva l'istituzione entro il 30 aprile 2015 del Fondo Unico Regionale dello Spettacolo con priorità di assegnazione delle risorse agli organismi culturali riconosciuti dallo Stato attraverso il FUS nazionale».

Le associazioni comunicano inoltre che «i decreti FUS 2015 sullo spettacolo dal vivo, firmati ed emanati dal ministero Mibact da pochi giorni, confermano che all'intero comparto FUS abruzzese (14 organismi della Rete RCA, ISA Istituzione Sinfonica Abruzzese, TSA Teatro Stabile Abruzzese, EMP Ente Manifestazioni Pescaresi) è stato assegnato dallo Stato complessivamente un sovvenzionamento di oltre 4 milioni di euro; nel contempo il Mibact ha ufficialmente confermato che un eventuale taglio da parte degli enti locali e regionali comporterà una diminuzione in proporzione del contributo statale FUS assegnato». Per questo la Rete Rca «confidando nella sensibilità che il presidente D'Alfonso e il Consiglio regionale vorranno rivolgere alle problematiche del comparto Cultura abruzzese riconosciuto dallo Stato, invita gli organi regionali a stanziare per l'anno 2015 una significativa compartecipazione pena la riduzione e/o cancellazione delle sovvenzioni statali».