«Riabilitazione, la Regione pagherà l’80% del ticket»

17 Settembre 2014

Paolucci: stiamo cercando i soldi, il resto a carico dei Comuni Si vuole evitare che paghino le famiglie: sarebbe un salasso

PESCARA. «La compartecipazione? È difficile, molto difficile che paghino le famiglie». L’assessore regionale alla Sanità Silvi Paolucci è ottimista. Il decreto firmato dal commissario ad acta Luciano D’Alfonso che stabilisce il pagamento di un ticket da 33-45 euro al giorno per i disabili psichici, fisici e per gli anziani non autosufficienti che si curano/ricoverano in strutture private convenzionate, sarà solo a carico dei Comuni (cui competono i servizi socio-sanitari) per una quota dell’intero ammontare del costom e non dei “comuni e/o privati” come è scritto nel decreto. In questo modo la Regione toglierebbe dalle spalle delle famiglie un grosso peso: 1.000-1.500 euro al mese nel caso in cui i Comuni non avessero la possibilità di coprire le spese. Naturalmente la Regione dovrà trovare le risorse: circa 50 milioni all’anno (anche per questo ieri la maggioranza ha tentato di cancellare in Consiglio regionale la legge 32/2014, quella che ha tagliato 40 milioni di aliquote Irpef e Irap).

Per quel che resta del 2014, quindi dal 1° ottobre, data dell’entrata in vigore del decreto, Paolucci conta di poter trovare i soldi per coprire dal 75% al 100% della compartecipazione. La variazione di Bilancio sarà approvata entro il 31 ottobre. Per il 2015 , dice l’assessore, ci sono i soldi per almeno il 50% della copertura, soldi che saranno inseriti in Finanziaria.

Nel 2016 lo stanziamento complessivo potrà aumentare perché andrà a scadenza una delle cartolarizzazioni sottoscritte dalla Regione. Di conseguenza nel 2016 Paolucci conta di coprire dall’80 al 100% del costo. L’obiettivo è quello di coprire a regime l’80% della compartecipazione lasciando il rimanente 20%, circa 10 milioni di euro, sulle spalle del Comuni.

Contemporaneamente però dovrà andare in porto la riconversione dei posti letto legata al reale fabbisogno. L’assessore ha già riunito le Asl e per il 30 novembre conta di terminare il lavoro, eliminando le inappropriatezze, cioè quei posti letto pagati con le tariffe della riabilitazione ma utilizzati essenzialmente per l’assistenza agli anziani. Oggi i posti-letto per la riabilitazione sono il doppio del fabbisogno, i posti-letto per anziani la metà. La Regione dovrà rovesciare questo rapporto, operazione che porterà anche un sensibile risparmio, perché il costo di un posto letto per la riabilitazione è superiore a quello di una Rsa. È destinata quindi a continuare la riduzione di budget alle strutture private, le quali da un lato contestano l’applicazione di tariffe ferme da 12 anni, dall’altro corrono ai ripari rivedendo i contratti dei dipendenti, oppure ipotizzando tagli al personale (oggi, per esempio, l’istituto Santa Caterina di Francavilla vedrà i sindacati ai quali comunicherà l’avvio di una procedura di mobilità). Tutto si giocherà quindi nelle prossime settimane. La Cisl Fp attraverso il segretario regionale Davide Farina chiede di far slittare il provvedimento al gennaio 2015 in attesa di varare la rete di assistenza territoriale. Il segretario regionale della Uil pensionati, Giovanni Orsini, suggerisce a D'Alfonso «di reperire 15 milioni di euro realizzando ciò che ha promesso: L'Aquila unico capoluogo di Regione, eliminando doppioni e sprechi ».

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