Ricorso contro la petrolizzazione

23 Novembre 2014

PESCARA. «Abbiamo già dato mandato all'avvocatura regionale di preparare gli atti per fare ricorso alla Corte Costituzionale contro l'art. 38 della legge “Sblocca Italia” e restituire alle...

PESCARA. «Abbiamo già dato mandato all'avvocatura regionale di preparare gli atti per fare ricorso alla Corte Costituzionale contro l'art. 38 della legge “Sblocca Italia” e restituire alle amministrazioni locali la possibilità di far valere la propria volontà su una questione cruciale per il futuro del proprio territorio, come l'assenso alla concessione per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi». Così ha dichiarato l'assessore regionale Mario Mazzocca ai margini dell'incontro di presentazione del saggio di Luca Pardi “Il paese degli elefanti. Miti e realtà sulle riserve italiane di idrocarburi”, tenutosi IERI mattina a Pescara. «Nel contempo», ha aggiunto Mazzocca, «è in atto un'iniziativa con le altre regioni della fascia adriatica, coordinata dal presidente della Regione Calabria, Pittella, per cercare, attraverso la Conferenza Stato-regioni , un percorso di mediazione che porti alla revisione della legge. In questo caso, il ricorso sarebbe solo l'estrema ratio per far pesare la nostra contrarietà». Mazzocca ha ribadito che «la contrarietà della Regione Abruzzo non è ideologica, ma si basa su motivazioni reali e concrete, vale dire la consapevolezza che la strada da percorrere è quella della sostenibilità ambientale e non certo quella che punta sulle energie fossili». Mazzocca ha poi annunciato che la prossima settimana dovrebbe essere convocato un incontro a livello nazionale tra le regioni accomunate dalla lotta alla petrolizzazione. «Ci auguriamo che la condivisione decisionale spinga il Governo a rivedere le proprie posizioni» conclude Mazzocca. «Spiace dover constatare che su questo terreno scontiamo ritardi politici e culturali che hanno impedito di vedere nella tutela ambientale la grande risorsa per il nostro territorio». Nel suo intervento Pardi ha spiegato che «l’idea di riprendere ricerca e sfruttamento delle risorse di idrocarburi nazionali è stata lanciata nel 2011, sotto il governo Monti, dal documento di Strategia Energetica Nazionale, quando i prezzi del barile erano stabilmente superiori ai 100 dollari/barile. Il calo successivo, che nelle ultime settimane ha assunto la forma di un vero e proprio crollo, potrebbe mettere in dubbio la redditività di progetti pensati ad un prezzo considerevolmente superiore».