Ricostruzione, l’Ue si fa lo sconto

Denuncia M5S. Che vota comunque a favore: «Per senso di responsabilità»
STRASBURGO (FRANCIA). Via libera definitivo del Parlamento Ue all’accordo raggiunto, a fine maggio, tra gli Stati membri e l’organo legislativo dell’Unione sull’utilizzo dei fondi europei al 95% per la ricostruzione di opere danneggiate o distrutte da catastrofi naturali, come terremoti e alluvioni.
L’approvazione (con 625 voti a favore, 5 contrari e 28 astensioni) è arrivata al termine di una seduta nella quale non sono mancati momenti di tensione. Motivo? «I colpevoli ritardi e il taglio del 5% del cofinanziamento rispetto alla proposta iniziale», denuncia il gruppo Efdd-MoVimento 5 Stelle. Che ha comunque «votato a favore del provvedimento per senso di responsabilità» e per dare «una risposta immediata a centinaia di migliaia di cittadini che stanno aspettando gli aiuti europei», si legge sul sito del gruppo.
Critiche in aula, a Strasburgo, sono arrivate anche dalla commissaria europea per la Politica regionale, Corina Cretu: «Perché possiamo finanziare al 100% le piccole imprese e l’occupazione giovanile e non possiamo farlo quando si tratta di persone che hanno perso tutto?».
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