Riforma dei Parchi le associazioni chiedono modifiche

Convegno a Fontecchio del mondo ambientalista In discussione le modifiche alla legge quadro del 1991
FONTECCHIO. Se i parchi naturali sono un risorsa, la riforma in discussione in Parlamento non ne coglie l’opportunità. È attorno a questo nodo che oggi e domani si discute a Fontecchio, nel corso del convegno «Parchi capaci di futuro» organizzato nell’ ex Convento di San Francesco, dalle associazioni Cts, Fai, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness Italia, Federazione ProNatura, Touring Club Italiano, Wwf Italia, in collaborazione con l'Amministrazione comunale di Fontecchio.
L'appuntamento nel cuore del Parco naturale regionale Sirente Velino è dunque l'occasione per confrontarsi sul valore dei Parchi e delle aree protette e sul loro ruolo, non residuale, nelle dinamiche culturali, sociali ed economiche dell'Italia in un momento di crisi. All'incontro partecipano soggetti istituzionali e associazioni che in forme diverse operano e collaborano per la tutela del patrimonio naturale e culturale.
L’incontro di Fontecchio è quindi il luogo per riflettere sull'attuazione, dopo oltre vent'anni, della Legge quadro n.394 del 1991, analizzando i punti deboli, le proposte di modifica in discussione in Parlamento, il ruolo degli attori sociali ed economici, l'identificazione delle priorità per un rilancio dei parchi.
La Legge “quadro” è un vero gioiello normativo che ha resistito allo scorrere degli anni, alle ostilità dei suoi interessati detrattori, alla vischiosità di una burocrazia immobilista, alla latitanza della politica nazionale e locale.
Tuttavia il quadro politico, economico, sociale e culturale dell’Italia non è più quello degli anni in cui questa legge è stata promulgata ed allo stesso tempo è cambiato lo scenario internazionale globale nel quale oggi si colloca la missione delle aree naturali protette. Il bisogno di rimodularne il ruolo, anche sulla base di un ventennio di esperienze concrete, si fa sempre più vivo, alla luce dei nuovi paradigmi per la conservazione della natura definiti a livello internazionale. Una esigenza impellente, si è detto al convegno, in presenza di proposte di riforma «pasticciate e frettolose» che aumenterebbero le criticità, invece di superarle.
Per queste ragioni i promotori del convegno di Fontecchio vogliono ribadire il significato dei Parchi Nazionali e delle altre aree naturali protette, le loro vocazioni prioritarie ed il loro ruolo non residuale all’interno delle dinamiche culturali, sociali ed economiche del nostro Paese in un momento di crisi.
La proposta di riforma della Legge quadro in discussione in Parlamento, secondo i partecipanti al convegno, non ha saputo cogliere le sostanziali novità degli ultimi 23 anni che ci separano dall’approvazione della Legge quadro 394 nel 1991 ed è nata senza un necessario confronto tra tutti i soggetti interessati al futuro dei parchi in Italia. Ha invece prodotto lacerazioni nel mondo ambientalista e tra le rappresentanze dei diversi attori coinvolti nella gestione delle aree naturali protette. Da questo incontro dovranno uscire le proposte di modifica della legge quadro , gli snodi culturali e naturalistici, i ruoli dei diversi attori, l’identificazione delle priorità irrinunciabili.

