Salva-banche, dopo l’Abruzzo dubbi anche in altre regioni

31 Dicembre 2016

Il nodo della disparità di trattamento tra risparmiatori di Mps e altri istituti come CariChieti Prima Sottanelli (Sc) adesso anche la Morani (Pd): «Le nuove tutele vanno estese a tutti»

PESCARA. Non si placano le polemiche sull’intervento dello Stato nel capitale del Monte Paschi di Siena per il salvataggio della banca senese. Dopo l’intervista pubblicata ieri da Il Centro al deputato abruzzese di Scelta civica, Giulio Sottanelli, che ha lamentato l’«inaccettabile» trattamento «diverso e privilegiato» riservato nel decreto banche ai risparmiatori toscani rispetto a quello ricevuto dai cittadini che hanno investito in altre banche, altri parlamentari sposano la posizione del segretario di presidenza della Camera.

A cominciare dalla vicecapogruppo del Pd, Alessia Morani. «Insieme al collega parlamentare aretino Marco Donati abbiamo organizzato un incontro sul decreto banche, che si terrà nei primi giorni di gennaio a Montecitorio, e al quale parteciperà il vice-ministro dell’Economia Enrico Morando», annuncia la parlamentare dem. «L’incontro che vedrà la partecipazione anche di altri deputati di Marche, Toscana, Umbria ed Emilia, ha come scopo la ricerca di soluzioni destinate ad estendere, all’interno del nuovo decreto rivolto al sistema bancario, le tutele per i risparmiatori di Banca Etruria, Carife, CariChieti e Banca Marche - spiega -. Nei prossimi giorni, in attesa che il testo venga ufficialmente depositato e si conosca quale delle due Camere lo esaminerà per prima, inizierà il lavoro per individuare possibili soluzioni da portare all’attenzione del vice-ministro». Insomma, posizioni coincidenti con quelle di Sottanelli che, tra l’altro, si è detto anche pronto a presentare un emendamento in sede di conversione in legge del decreto per correggere la disparità di trattamento tra la banca senese e gli altri istituti di credito.

Intanto, slitta a inizio gennaio la cessione dei crediti deteriorati di tre delle quattro good bank (Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti) al fondo Atlante 2. I cda delle tre banche tenutisi ieri si sono limitati ad un semplice aggiornamento, non essendo ancora pronta la proposta di acquisto da parte di Atlante, il cui comitato investimenti ha deliberato di procedere all’acquisto di circa due terzi dei 3,5 miliardi di euro di Npl ancora in portafoglio. L’operazione è propedeutica alla cessione delle tre banche a Ubi Banca. La chiusura dell’operazione, prevista per fine anno, è slittata a gennaio perché sarà necessario un nuovo passaggio con Bruxelles per assicurarsi che il processo di vendita abbia rispettato i criteri della concorrenza. La proposta di Ubi Banca potrebbe essere infatti peggiorativa rispetto alle precedenti manifestazioni di interesse non vincolanti arrivate da alcuni fondi, che andranno dunque risentiti per capire se hanno interesse a rientrare in gioco.©RIPRODUZIONE RISERVATA