«Sanità, aumentate i fondi. Non tagliateli»

30 Aprile 2017

La manifestazione di protesta dei sindacati a Pescara. A rischio 52 milioni di euro per l’Abruzzo, 4,7 solo nel Sociale

PESCARA. Non solo sindacati. Ma associazioni, lavoratori e cittadini, hanno preso parte alla manifestazione che si è svolta ieri mattina, in piazza Alessandrini, a Pescara, per protestare contro i tagli che il governo nazionale intende attuare, affermano Cgil, Cisl e Uil, «sia per le risorse del fondo sanitario nazionale, sia per il fondo delle politiche sociali, pari a 485 milioni di euro».
Per l’Abruzzo, precisano i sindacati, il calo delle risorse dovrebbe attestarsi intorno ai 52 milioni di euro: «E alla decisione di diminuire le risorse destinate alle regioni, si aggiunge il taglio di oltre 200 milioni sul fondo per le politiche sociali e la non autosufficienza».
Tra bandiere e striscioni, ieri mattina, sul palco, a ridosso della sede dell’assessorato regionale della Sanità, si sono alternati Agostino Di Giovanni, per i pensionati, Alberto Oranges, della segreteria nazionale Uil pensionati, Patrizia Trebini, una lavoratrice della cooperativa Samidad, di Lanciano, Claudio Ferrante di Carrozzine determinate, e Rossana Dettori, della segreteria nazionale della Cgil.
I sindacati hanno inoltre calcolato che i tagli nel Sociale saranno da 311 milioni a 99 milioni di euro. «Tutto ciò si traduce in un pesante peggioramento dell’attuale finanziamento, i fondi», hanno osservato Cgil, Cisl e Uil, «sono già insufficienti e necessitano di essere incrementati e non ridimensionati».
Per l’Abruzzo, in particolare, hanno fatto notare sempre i sindacati, si passerebbe, per il Sociale, «da un fondo di 6.900.000 euro a 2.200.000 euro». Nel mirino dei sindacati, nell’incontro presentato dal palco da Carmine Ranieri, della segreteria regionale della Cgil - al quale hanno partecipato, fra gli altri, anche il segretario generale regionale della Cgil, Sandro Del Fattore, Maurizio Spina, segretario di Abruzzo e Molise della Cisl, e Michele Lombardo, segretario regionale della Uil – sono finiti anche i Piani di zona. «Verranno ridimensionati i finanziamenti complessivi di 4 milioni e mezzo di euro», hanno messo in evidenza, «mentre gli incentivi per la gestione associata si ridurranno a circa 120.000 euro». Una ricaduta, tuttavia, per quanto riguarda le minori risorse, che inciderà, dicono i sindacati, sui servizi sanitari.
Per Stefano Di Domizio, della Cgil-Funzione pubblica, «nell’ospedale civile di Pescara non c’è un numero sufficiente di infermieri, come pure capita», ha aggiunto, «che manchino i campanelli per chiamare nelle corsie». Disagi che possono colpire la popolazione meno abbiente. «In un momento come questo», è intervenuto Spina, «non si possono lasciare indietro i cittadini in difficoltà. Così, le risorse sono insufficienti per un minimo di tutela».
Dal palco, poi, si è fatta sentire anche la lavoratrice della cooperativa Samidad, che gestisce i servizi sociali nella Val Pescara. «I nostri», ha ricordato, «sono stati anni e anni di lavoro al limite dell’impossibile. A partire dai contratti, che da full time, sono finiti in part time». Per Ferrante ci sono migliaia di abruzzesi che, a causa dei ticket, e per le liste di attesa, rinunciano a curarsi: «Ci devono spiegare perché per curarsi ci si deve indebitare. Non è possibile che chi ha la possibilità di farlo», ha continuato il rappresentante di Carrozzine determinate, «sia curato meglio e prima degli altri. Dovrebbe essere il contrario».