Scatta il fermo pesca per le 82 vongolare

Da domani al 1° dicembre pausa per favorire la riproduzione nel mare tra Giulianova e Pescara
GIULIANOVA
Da domani si fermano le 82 imbarcazioni vongolare del Cogevo Abruzzo, il Consorzio per la tutela dei molluschi bivalvi, che raggruppa la flotta attiva nei compartimenti di Giulianova e Pescara. Il fermo volontario proseguirà fino al 30 novembre e la ripresa dell’attività in mare è fissata per il 1° dicembre. Una pausa di 45 giorni utile a favorire la riproduzione delle vongole, mentre il settore continua a fare i conti con l’aumento dei costi di gestione, il caro gasolio e le difficoltà economiche. «Il prodotto c’è, è sano e di buona qualità», spiega Valentino Cappelletti, consigliere del Cogevo Abruzzo e capitano del motopesca Valentino. «A controllare le condizioni del prodotto e delle acque» continua Cappelletti «sono i campionamenti effettuati una volta al mese in collaborazione con la Asl e l’Istituto zooprofilattico».
Il monitoraggio è affidato a tre imbarcazioni, ciascuna incaricata di un tratto di costa. Cappelletti, con il suo motopesca esegue i prelievi dal porto di Giulianova verso nord, fino a Martinsicuro, sia in prossimità delle foci dei fiumi sia al largo. Le altre due barche coprono il tratto a sud di Giulianova e la zona di Pescara. A preoccupare gli operatori sono soprattutto i rincari: «Sono aumentati i prezzi di tutto, dal ferro all’acciaio», sottolinea Cappelletti, in riferimento ai materiali necessari per la manutenzione delle imbarcazioni. Al caro gasolio si sommano dunque le maggiori spese per mantenere i battelli in efficienza. Le vongolare però, hanno costi operativi inferiori rispetto alla pesca a strascico, va sottolineato, ma anche per loro, come riferito da Cappelletti, la situazione economica resta difficile. L’armatore esprime inoltre «solidarietà ai colleghi delle altre marinerie dello strascico» impegnati nelle iniziative di protesta contro le difficoltà del comparto. Le modalità della mobilitazione del 22 ottobre, tra eventuali presidi nei porti e una manifestazione a Roma, sono ancora da definire. Tra le criticità che si trovano a fronteggiare i marittimi, si aggiunge anche la morìa delle cozze, con una crescente scarsità del prodotto locale nel tratto compreso tra Giulianova e Martinsicuro. Cappelletti conferma che la temperatura dell’acqua si è alzata: «La vongola vive sotto la sabbia, dove trova condizioni più fresche, mentre le cozze vengono allevate in sospensione, dentro apposite calze, e risentono direttamente del calore dell’acqua», precisa il consigliere Cogevo.
