Scontro sul nuovo statuto e sul taglio delle tasse

L’AQUILA. Seduta nervosa ieri in Consiglio regionale. L’opposizione ha attaccato la maggioranza sulla modifica dello Statuto che introduce la figura del sottosegretario alla presidenza, e poi l’ha...
L’AQUILA. Seduta nervosa ieri in Consiglio regionale. L’opposizione ha attaccato la maggioranza sulla modifica dello Statuto che introduce la figura del sottosegretario alla presidenza, e poi l’ha costretta a ritirare un emendamento che avrebbe dovuto abrogare le legge 32/2014, quella che taglia per 40 milioni le addizionali Irpef e Irap. «Invece di opporsi strenuamente e con forza all’impugnativa del Governo nazionale sulla legge che ha abbassato di 40 milioni di euro le tasse agli abruzzesi, la maggioranza sta tentando di cancellare in aula l’intero impianto della norma», ha tuonato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «Non consentiremo in alcun modo che ciò avvenga e siamo pronti a presentare centinaia di emendamenti per bloccare questa iniziativa».
Difende il provvedimento il consigliere Pd Camillo D’Alessandro: «Nel dibattito in aula è emersa la verità: la famosa legge regionale n. 32 del 21 maggio 2014, che avrebbe ridotto le tasse, introdotto contributi per i malati oncologi e altri provvedimenti approvati a fine legislatura, e impugnata dal Governo perché approvata in regime di prorogatio, non potrà attuarsi. È una bugia, come è una bugia, il tentativo che avremmo voluto aumentare le tasse agli abruzzesi. Dobbiamo abrogare la “legge bugia” di Chiodi e riscriverla», ha aggiunto D’Alessandro, «sapendo che dobbiamo garantire le persone che sono più in difficoltà a causa delle finzioni approvate e dalle decisioni non assunte dalla precedente amministrazione regionale. Chiodi ha rinviato l'obbligo della compartecipazione per le prestazioni riabilitative, non ha stanziato un euro ai Comuni, lasciando solo chi si trova più in difficoltà».
D’Alessandro è stato anche protagonista della polemica sulla figura del sottosegretario alla presidenza. Per il consigliere di Forza Italia Chiodi si tratta di una figura che «non è prevista dalla Costituzione e non ne vedo la necessità di istituirla in Abruzzo. D’Alessandro è già un Consigliere regionale e se vorrà essere utile alla comunità abruzzese potrà farlo anche senza ulteriori incarichi».
Pronta la replica di D’Alessandro: «La figura di sottosegretario ha un ruolo preciso, quello di lavorare, nessun onore, dunque, ma solo oneri. È una figura strettamente di fiducia del presidente della Giunta, che può essere delegato a seguire materie, senza percepire alcuna indennità e senza produrre costi aggiuntivi per l’ente regionale. So bene che Chiodi non è abituato a questo modo di lavorare, mi dispiace per lui. Certo, da chi ha guidato la Regione per sessantasei mesi, ci si aspetterebbe altro profilo».
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