Scontro sulla Sanità Piano adottato senza D’Alfonso

Paolucci: giornata storica verso l’uscita dal commissarimento Il centrodestra: «Atto illegittimo». E in Consiglio è bagarre
PESCARA. Una giornata campale sulla sanità abruzzese. Da una parte la maggioranza di centrosinistra determinata a portare avanti il percorso di uscita dal commissariamento e dall’altra il centrodestra che intima la giunta a tornare in consiglio regionale così come previsto nell’ultima assemblea. Lo scontro è sfociato ieri pomeriggio direttamente in Consiglio all’Aquila con la protesta e l’esibizione di cartelli. Dagli scranni dei grillini è comparso uno striscione con la scritta “La salute non è affare per pochi”. I lavori sono iniziati in ritardo con interrogazioni e altre interpellanze.
Ad innescare la giornata tempestosa è stata l’adozione da parte della giunta – convocata in via straordinaria dal vice presidente Giovanni Lolli, assente il governatore Luciano D’Alfonso – della prima delibera, dopo otto anni di commissariamento, che segna il passaggio di consegne nella gestione. Un documento – già approvato con Decreto Commissariale n. 55 del 10/06/2016 – che contiene il piano sanitario regionale 2016-2018 al cui interno c'è anche il provvedimento sul riordino della rete ospedaliera.
«Una giornata storica», secondo l’assessore Silvio Paolucci, «la giunta regionale si riappropria delle prerogative amministrative e programmatorie». «Si tratta di un piano che cerca di elevare il know-how e l'esperienza degli operatori e tende a concentrare l'offerta ospedaliera, ma al tempo stesso mettendo in campo una rete di emergenza-urgenza in grado di dare risposte secondo i termini fissati dalla legge».
L'obiettivo è alzare i livelli essenziali di assistenza (Lea) investendo sulla qualità dell'offerta, riducendo i tempi di risposta sulla rete di emergenza-urgenza e incrementando i servizi di prevenzione. Il numero dei posti letto è di 989 nelle cliniche private e di 3.255 negli ospedali pubblici. Secondo Paolucci il numero dei posti letto per acuti rimane invariato nel settore privato, mentre per negli ospedali è previsto un incremento di 9 unità.
«Il presidente D'Alfonso non può ignorare il voto del consiglio regionale del 20 luglio scorso dove a maggioranza era stato approvato il documento presentato dal centrodestra che impegna il Commissario ad acta a bloccare il Decreto 55 del 10 giugno 2016 da noi giudicato penalizzante e mortificante per cittadini e dannoso per l'intero sistema sanitario», è stata la denuncia dei consiglieri regionali di centrodestra Mauro Febbo, Gianni Chiodi, Lorenzo Sospiri, Paolo Gatti, Emilio Iampieri, Mauro Di Dalmazio e Giorgio D'Ignazio annunciando il “muro contro muro” in Consiglio. Secondo il centrodestra, vengono smantellati interi nosocomi, «senza chiarire qual è il modello di collaborazione pubblico-privato, né definire il contributo in termini di costi, volumi e tipologia delle prestazioni».
I rappresentanti di Fi, Ncd e Abruzzo Futuro ritengono che l’assenza di D’Alfonso nella giunta straordinaria e in Consiglio sia stata strategica a riprova che anche quella del 20 non era un caso: «Questo Piano non è stato mai presentato e discusso nei luoghi istituzionali deputati e l’azione fin qui intrapresa dal Commissario ad Acta ha portato alla chiusura di Punti nascita, al declassamento di alcuni ospedali, a presidi ridotti a Punti di primo soccorso, ovvero postazioni medicalizzate del 118, al depotenziamento delle strutture delle aree interne, alla chiusura di molte guardie mediche e al sovraffollamento». (cr.re.)

