Scuola Terapia del dolore: richieste da tutta Italia

Medici interessati all’impiego di oppioidi e cannabinoidi, i corsi a Pratola intitolati al precursore Giovanni Leonardis e sostenuti dal figlio e dalla Fondazione Isal
PESCARA. Il dolore cronico può e deve essere curato, ma è un fenomeno complesso sul quale c'è ancora molto da sapere. Nonostante la legislazione sia cambiata e si sia uniformata a quella europea, la materia è ancora un passo indietro rispetto alluso dei farmaci di ultima generazione. Per questo è nata l'idea di istituire in Abruzzo la prima Scuola europea di alta formazione sulla terapia del dolore e di intitolarla a Giovanni Leonardis, medico abruzzese recentemente scomparso che ha dedicato la sua vita alla cura e allo studio di questi farmaci che consentono alle persone di affrontare dignitosamente il dolore causato da vari tipi di malattie.
La Scuola "Giovanni Leonardis", che sarà inaugurata a Sulmona il 30 maggio e che sta già ricevendo numerose richieste di iscrizione, formerà medici, anche di base, sull'uso di farmaci ritenuti più efficaci e meno dannosi dei cosiddetti "Fans". Il primo passo di questa scuola sarà quello di organizzare, per prima in Italia, una "Masterclass Europea sul Governo Clinico della Terapia con Farmaci della Classe Oppioide e Cannabinoide".
Il progetto è finanziato da Alberto Leonardis, imprenditore che ha abbracciato volentieri l'idea di intitolare a suo padre questo nuovo istituto che si occuperà della Terapia del Dolore e che avrà sede all’Itis di Pratola Peligna.
«Mio padre è stato uno dei precursori delle nuove tecniche della terapia del dolore», racconta l'imprenditore, «soprattutto come professore ordinario di Anestesia e Rianimazione presso l'Università Tor Vergata. La mia famiglia, come molte altre, ha vissuto da vicino il dolore provocato dalla malattia e poter fare qualcosa per gli altri in questo campo mi rende orgoglioso, come se proseguissi la missione di mio padre».
Mal di schiena, emicrania, artrosi, nevralgie, dolori alle articolazioni, fuoco di Sant'Antonio, sono alcuni degli esempi di malattie caratterizzate da dolore cronico che, se non diagnosticato in tempo e curato in modo adeguato, può diventare esso stesso una vera e propria malattia che non abbandona più la persona.
In Italia si calcola che in 13 milioni ne soffrono. La maggior parte è donna. E si sbaglia se pensa che questo problema riguardi soltanto i malati di tumore. Occorre superare i pregiudizi. Tanto più che l’Abruzzo è stata una delle prime regioni ad approvare la legge – su proposta dell’ex consigliere Maurizio Acerbo di Rifondazione – sull’impiego dei derivati dalla cannabis.
«Troppo spesso si sottovaluta il dolore cronico», spiega il professor Gianvincenzo D'Andrea, vice presidente della Fondazione Isal, Istituto di Scienze Algologiche di Rimini che da anni si occupa della ricerca scientifica e della formazione dei medici e promotore dell'iniziativa abruzzese, «invece in Italia un cittadino su quattro ne soffre, ma continua ad affrontarlo in maniera superficiale. Per trattare bene la patologia bisogna conoscerla, perché esistono tante situazioni di dolore a seconda della malattia che lo provoca e ogni dolore è trattato in modo diverso».
I dati dicono che nel 18 per cento dei casi i pazienti che soffrono di dolore cronico ammettono di vivere un senso di abbandono, al 22 per cento degli intervistati è stata diagnosticata depressione mentre il 50 per cento prova un senso di sfiducia e di malessere.
«In Italia la legge risulta essere il più delle volte inapplicata per la mancanza di strutture adeguate», continua D'Andrea, «e poi per trattare bene la patologia bisogna conoscerla, perché esistono tante situazioni di dolore a seconda della malattia che lo provoca e ogni dolore è trattato in modo diverso».
Esiste una classificazione di dolori cronici e l'impiego di farmaci oppioidi, cannabinoidi e derivati e sulle loro potenzialità è al centro di un dibattito di grande attualità.
«L'intento della Fondazione Isal, di cui faccio parte», aggiunge D’Andrea, «è proprio quello di colmare il gap di ricerca e di diffusione di tale terapia. E con la nascita della Scuola europea di alta formazione "Giovanni Leonardis" si potrà fare un enorme passo in avanti per allinearci agli standard europei e mondiali».
Per supportare la nuova istituzione si è costituita in Abruzzo l'Associazione "Amici della Fondazione di ricerca sul dolore Isal - Giovanni Leonardis" brevemente detta "Amici di Isal" che ha appunto come scopo la solidarietà sociale nel campo dell'assistenza all'uomo sofferente e che punta molto sull'attività di formazione di personale medico e paramedico.
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