Scuole, depuratori, strade ci vogliono altri 30 milioni
Sono 40 i cantieri infiniti che sono stati censiti nel “Libro bianco” della regione Un dato in crescita anche nel 2015. E i sindacati chiedono meno burocrazia
PESCARA. Poli scolastici, fra i quali quelli di Casoli, Spoltore e Montesilvano, un sistema museale territoriale nel complesso della Santissima Annunziata a Sulmona, il nuovo cimitero di Castilenti, il Distretto sanitario di base di Ortona o di Chieti scalo: sono solo alcune delle cosiddette “incompiute” abruzzesi.
Sono oltre 40, secondo dati aggiornati al 2015, le opere pubbliche non completate: l'elenco è pubblicato sul sito web della Regione ed è il risultato della collaborazione tra l'Osservatorio delle Opere incompiute “Simoi” e l'assessorato delle Opere pubbliche della Regione, guidato da Donato Di Matteo, che parla di "problema e priorità da affrontare".
Il ministero ha svolto una ricognizione anagrafica sulle opere: stato di fatto e proseguimento dei lavori. Sono state raccolte le istanze di Comuni, Province, Asl, Parchi e di altre stazioni appaltanti.
La maggior parte delle opere riguarda la viabilità stradale, ferroviaria e le infrastrutture su tutti e quattro gli ambiti provinciali. I dati sono stati raccolti dall'assessorato nel "Libro bianco delle incompiute".
«Questo primo lavoro di ricognizione avviato nel 2014 sarà fornito agli organi tecnici che si occuperanno di individuare, in un momento successivo, tra quelle elencate, le opere effettivamente classificabili come “non completate” o “incompiute”, al fine di giungere alla futura redazione dell'elenco-anagrafe che le riguarda», spiega l'assessore Di Matteo.
Il mezzo d’indagine utilizzato è stato quello dell'invio per email delle schede a tutti i comuni abruzzesi e ad altri enti operanti sul territorio. Il risultato è stato sconfortante. Sui 305 comuni contattati, solo il 43,28 per cento ha inviato un riscontro, e di essi circa il 40 per cento ha indicato la presenza di una o più opere incompiute. L'indice di risposta più alto spetta alla Provincia di Pescara, con l'83 per cento, il più basso alla Provincia dell'Aquila (33%).
Le aree tematiche individuate sono l'edilizia scolastica, l'edilizia sanitaria, l'edilizia sociale, culturale e di culto, l'impiantistica sportiva, il risanamento ambientale e urbano, viabilità stradale, ferroviaria, infrastrutture. Ebbene, il settore maggiormente selezionato è quello della viabilità stradale, ferroviaria e delle infrastrutture; al secondo e terzo posto, con un numero di selezioni simili, si collocano il risanamento ambientale ed urbano e l'edilizia sociale e culturale e di culto. Quarta, per numero di selezioni, si colloca l'impiantistica sportiva.
Per quanto riguarda il numero degli interventi comunicati, la provincia che registra una maggiore richiesta dai comuni è quella di Pescara, seguita da quelle di Chieti, L'Aquila e Teramo.
Ma il problema è anche un altro. Mentre per quasi tutte le regioni il numero delle opere incompiute tende a diminuire, l’Abruzzo appare in controtendenza dal momento che il numero dei cantieri bloccati è passato da 33 nel 2014 a 40 del 2015. La Cisl fa inoltre notare che le somme stanziate sono 42,9 milioni di euro, ma per il l completamento delle opere mancano ancora 29,7 milioni. «La crisi dell’edilizia è anche il risultato delle difficoltà a programmare ed impegnare con efficienza le risorse che ci vengono assegnate», commentano il segretario generale Maurizio Spina e quello aggiunto Giovanni Notaro chiedendo l’apertura di un confronto, insieme alle altre parti sociali, «per superare gli ostacoli e gli impedimenti al completamento delle opere pubbliche e definire azioni concrete per portarle a compimento».
Anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha scritto a Regioni, Province, Associazione nazionale comuni (Anci), affinché la mappatura fosse completata «entro il 30 giugno 2016». E in particolare la scorsa estate annunciò l'istituzione di una “task force” per seguire punto per punto le opere meritevoli di essere completate.
Lorenzo Dolce
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