Sentenza-ribaltone L’appalto del Cup va alla terza (per ora)

Il Tar boccia il ricorso bolognese e conferma la gestione al Rti di cui fa parte il Consorzio di cooperative di Lanciano
PESCARA. Fra i due litiganti, il terzo gode. Può riassumersi così la vicenda dell’appalto d’oro per la gestione del Cup (Centro unico di prenotazione) per le Asl di tutta la regione. Un appalto da 57 milioni di euro in 5 anni che dovrebbe abbattere le liste di attesa, ma che per ora, a causa di ricorsi e controricorsi, si è distinto per i lunghi tempi della procedura.
Il tribunale amministrativo regionale (sezione distaccata di Pescara) ha espresso l’ennesima sentenza sull’appalto confermando in sostanza la delibera del 12 agosto con la quale la Asl Lanciano-Vasto-Chieti (stazione appaltante) ha aggiudicato il servizio al raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) guidato dalla Gpi spa di Trento – del quale fanno parte il Consorzio cooperative sociali Sga di Lanciano oltre al Consorzio Target e alla Exprivia spa (quest’ultime due di Roma) – e che in prima istanza si era classificato al terzo posto delle graduatoria.
I giudici (presidente Michele Eliantonio, consigliere Dino Nazzaro, consigliere estensore Massimiliano Balloriani) hanno respinto il ricorso del Cns (Consorzio nazionale servizi società cooperativa, di area Manutencoop di Bologna) che si era invece classificato al secondo posto. Al primo c’era l’offerta dell’Ati Teramo-Casertana Nike-Gersan che aveva bruciato quella di Televento Manuntencoop di Bologna – che faceva capo a Claudio Levorato coinvolto nell’inchiesta milanese sull’Expo 2015 – .
La Nike-Gersan del teramano Franco Rubini e del casertano Pasquale Russo venne però subito fatta fuori dall’appalto (decisione confermata successivamente dai ricorsi) per una omissione nella presentazione degli atti e spianando la strada al Cns. Il Consiglio di Stato e il Garante della concorrenza tuttavia intimarono alla Asl del direttore generale Francesco Zavattaro di ripetere la gara d’appalto (senza Nike-Gersan). La valutazione migliore venne questa volta attribuita al raggruppamento trentino-lancianese-romano guidato da Gpi spa. Contro questa decisione, a cui seguì la delibera del 12 agosto della Asl (rappresentata e difesa dall’avvocato Diego De Carolis), aveva fatto ricorso di nuovo al Tar il Cns di Bologna adducendo una serie di motivi. In sintesi i legali del Cns contestavano i requisiti di partecipazione del raggruppamento Gpi spa e richiedevano il ricalcolo del punteggio. I giudici hanno invece respinto il ricorso replicando che il Cns avrebbe dovuto contestare i requisiti al principio della prima gara e quindi che il Consorzio non avrebbe potuto beneficiare dell’eventuale ricalcolo del punteggio.
Dopo due anni, in attesa della nuova possibile puntata con il ricorso al Consiglio di Stato da parte di Cns, l’appalto “d’oro” rimane al raggruppamento Gpi spa e del consorzio lancianese. Chi sono?
Gpi opera dal 1988 nel mercato Sanità e Sociale, nel 2013 il fatturato è stato di 63,5 milioni di euro - e per il 2014 le previsioni si aggirano sugli 80 milioni. Il Consorzio cooperative sociali Sgs (servizi globalis socio sanitari) di Lanciano è stato costituito nel 2006 ed è guidato dal direttore generale Maria Luigia Di Blasio. Ora, non resta che aspettare.
(a.mo)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

