Senza stipendio da un anno Ora scatta il licenziamento

PESCARA. Licenziamento collettivo per 12 dei 17 dipendenti di Sviluppo Italia Abruzzo, senza stipendio da maggio del 2016. Le procedure, fanno sapere i diretti interessati, sono state avviate lo...
PESCARA. Licenziamento collettivo per 12 dei 17 dipendenti di Sviluppo Italia Abruzzo, senza stipendio da maggio del 2016. Le procedure, fanno sapere i diretti interessati, sono state avviate lo scorso 13 marzo, e presto ai primi 12 si aggiungeranno anche gli ultimi cinque. Sviluppo Italia Abruzzo, costituita nel 1991, era nata per sviluppare l’economia locale attraverso la creazione di tre incubatori situati a Mosciano Sant’Angelo, Avezzano e Sulmona, dove hanno trovato spazio 25 imprese, che complessivamente danno lavoro a 150 dipendenti. «Nei giorni antecedenti all’avvio della procedura», dicono i lavoratori della società, «i liquidatori ci hanno comunicato che per scongiurarne l’avvio, era necessario che 12 dei 17 dipendenti chiedessero l’aspettativa volontaria non retribuita, cosa ribadita anche dall’avvocato De Monte che intravedeva come unica soluzione attuabile la contestuale apertura della partita Iva». Nonostante le precedenti rassicurazioni, dunque, la parabola di Sviluppo Italia Abruzzo si avvia verso l’epilogo, rischiando di portarsi dietro anche le società che hanno trovato spazio negli incubatori. «A margine della nostra vicenda», aggiungono infatti i lavoratori, «ma a ulteriore aggravio del contesto generale, si segnala che nel mese di febbraio 2017 i liquidatori hanno inviato alle 25 aziende una comunicazione dell’imminente interruzione delle utenze». Sempre a marzo sono arrivati anche i primi 14 preavvisi di sfratto. Quattro di queste aziende dovranno liberare gli uffici occupati entro il 30 settembre, fanno sapere sempre i dipendenti, «e trovare una nuova sede per evitare ai 70 lavoratori impiegati di perdere il posto di lavoro. Giova ricordare che è imminente l’avvio della procedura di vendita pubblica per la dismissione del patrimonio immobiliare di Sviluppo Italia Abruzzo, da cui si prevede di incassare circa sei milioni i euro. In virtù di ciò si ricorda che il trasferimento della partecipazione è avvenuto al prezzo simbolico un euro, nonostante il patrimonio immobiliare di Sviluppo Italia Abruzzo sia stato stimato all’epoca della cessione, in circa 7 milioni, e benché la legge finanziaria del 2007 e la successiva direttiva del Mise prevedessero la cessione a una pubblica amministrazione (e non ad Abruzzo Sviluppo) e la salvaguardia occupazionale». I dipendenti hanno presentato un ricorso al Tribunale delle imprese dell’Aquila, «invocando la nullità dell’atto di cessione e la restituzione ad Invitalia della partecipazione di maggioranza regalata nel 2011 ad Abruzzo Sviluppo ». (a.bag.)

