Si vota a giugno, ma i giochi si fanno ora
In regione si devono scegliere 72 sindaci, con città come Lanciano, Sulmona, Vasto, Roseto e Francavilla: ecco chi correrà
Sono 72 i comuni abruzzesi che si recheranno al voto per eleggere sindaco e consiglio comunale (in Italia sono 1.351): 25 in provincia di Chieti, 29 in provincia dell’Aquila, 11 in Provincia di Pescara e 7 in provincia di Teramo. Solo cinque sono i comuni con più di 15 mila abitanti e quindi con un sistema elettorale maggioritario a doppio turno. La data non è stata ancora decisa. Dovrebbe essere tra il 15 aprile e il 15 giugno. Il governo starebbe pensando al 5 giugno con ballottaggio due settimane dopo, il 19 giugno. La seconda ipotesi è uno slittamento alla settimana successiva. L’ufficialità dovrebbe esserci entro la metà di marzo. Nel caso del 5 giugno le liste andranno presentate entro le ore 12 del 29° giorno precedente l’elezione, dunque entro mezzogiorno di sabato 7 maggio. Nel caso del 12 giugno entro le ore 12 di sabato 14 maggio. In un caso o nell’altro mancano meno di due mesi alla presentazione delle liste e i tempi stringono anche perché andranno raccolte le firme (circa 200 per i comuni sopra i 15mila abitanti). Il centrosinistra con le primarie di domenica scorsa ha già definito le rose dei candidati alla poltrona di sindaco, il centrodestra andrà alle primarie domenica prossima, certamente a Lanciano, Vasto e Francavilla. Il Movimento 5 stelle ha già deciso i candidati di Vasto, Roseto, Francavilla, Lanciano (come prassi in attesa di certificazione), a Sulmona la macchina delle candidature si muove in ritardo per tutti i partiti perché il ritorno alle urne è arrivato inatteso (nei servizi in basso la situazione nei comuni con più di 15mila abitanti). Le comunali non saranno le uniche consultazioni del 2016. Il 17 aprile si andrà al voto per il referendum abrogativo sulle trivelle promosso da nove regioni e dal comitato No-triv. A Ottobre ci sarà il referendum confermativo sulle riforme costituzionali e in particolare sulla trasformazione del Senato in camera delle Regioni. E da ottobre, a referendum archiviato, probabilmente si ricomincerà a parlare di elezioni politiche.
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