«Siamo pronti a soccorrere Banca Teramo»

Il presidente della Bcc Roma: tuteleremo insegne del credito coop e posti di lavoro
AVEZZANO. Da 16 anni è presidente del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo della Banca di credito cooperativo di Roma. Francesco Liberati, nato a Scurcola Marsicana quasi 79 anni fa, rivendica la sua abruzzesità, la considera come una medaglia da mostrare. Lui che ha sposato in pieno la filosofia, l’essenza dello spirito cooperativo, oggi viene riconosciuto come uno degli artefici del primato della Bcc Roma tra la banche cooperative italiane.Prossimo obiettivo l’acquisizione della banca di Teramo. «Non vogliamo per forza acquisire la Banca di Teramo», sottolinea, «ma vorrei precisare che nessuna delle banche abruzzesi è in grado di soccorrerla. Ecco perché noi interveniamo, per salvaguardare le insegne del credito cooperativo in questa grossa città e per salvaguardare anche i posti di lavoro».
Andiamo per ordine, cosa cambia per i clienti della Bcc di Roma con la riforma?
«Per i nostri clienti non cambierà nulla, perché la nostra – come tutte le altre Bcc italiane – manterrà piena sovranità e personalità giuridica con la propria licenza bancaria. Inoltre, le banche più virtuose in termini di buona gestione, assetti patrimoniali ed economici avranno una concreta autonomia, a tutela degli interessi delle comunità locali di riferimento. Da questo punto di vista la nostra è una delle banche più solide del sistema Bcc e delle banche medie italiane.Il rapporto bancario di ogni nostro cliente è e rimarrà con la Bcc di Roma che ne risponderà direttamente come sempre fatto. In più vi sarà un sistema di garanzie incrociate garantito dalla nuova società capofila che darà ancora più sicurezza ai nostri clienti, ampliando la rete di tutela che già oggi caratterizza il credito cooperativo italiano attraverso il Fondo di garanzia dei depositanti, il Fondo di garanzia degli obbligazionisti (che hanno solo le Bcc) e il Fondo di garanzia istituzionale. Basti pensare che nell’operazione di salvataggio della Bcc Padovana, realizzata a fine anno dalla nostra Banca con il supporto di tutte le componenti del Credito cooperativo italiano, nessun cliente ha perso un centesimo e anche i sottoscrittori dei prestiti subordinati sono stati rimborsati integralmente, al contrario di quanto successo per le famose 4 banche salvate a fine anno 2015 con un decreto del Governo e l’apporto finanziario di tutte le banche italiane comprese le Bcc».
Quanto sono sicuri i depositi dei clienti della Bcc di Roma?
«I depositi sono sicuri al 100% proprio perché, come dicevo, la nostra Banca è ai primi posti per solidità tra le banche medie italiane, con indici patrimoniali (Cet1 e Total capital ratio) pari al 14,4%, che sono dati molto al di sopra dei requisiti minimi richiesti dalla Vigilanza. Il nostro dato patrimoniale – pari a 750 milioni di euro – è il primo presidio di questa solidità. È il frutto di una gestione di lungo periodo avviata da trent’anni a questa parte, con un costante accantonamento a riserve indivisibili degli utili conseguiti anno per anno. È frutto anche di una politica di attenzione ai costi e, soprattutto, di presidio dei rischi. Ricordo infatti che per valutare la solidità di una banca non c’è solo il patrimonio: a tale scopo infatti si può considerare anche un altro fattore, vale a dire la qualità del credito, cioè il rapporto tra crediti deteriorati e gli impieghi. Per Bcc Roma tale rapporto a fine 2015 è a pari all’11,7%, nettamente inferiore al 18,7% registrato mediamente nel sistema bancario. In particolare, le sofferenze lorde sono il 3,8% degli impieghi a fronte del 10,9% del sistema bancario; con le coperture effettuate negli anni le sofferenze nette sono pari all’1,4% contro il 4,7% del sistema».
Nell’epoca dei tassi zero, come si dovrebbero investire i risparmi?
«Con grande attenzione da parte degli utenti finanziari, che debbono privilegiare in primo luogo istituti solidi e che facciano gli interessi del territorio. Oggi scegliere una Banca non è come in passato, dato che non è più ammesso il salvataggio pubblico. In altre parole le banche in crisi irreversibile debbono vedersela da sole secondo la logica del “salvataggio interno” che penalizza in primo luogo gli azionisti, poi i sottoscrittori di obbligazioni subordinate e via di seguito. Poi in generale va sottolineato che gli investimenti vanno effettuati secondo la propria propensione al rischio e all’orizzonte temporale, a seconda dell’età e delle esigenze prospettiche, tenendo bene a mente il sano principio di differenziare le scelte senza concentrare in una sola forma tecnica l’investimento del proprio risparmio».
Quanto pesa l’Abruzzo sul totale della Bcc di Roma?
«L’Abruzzo interno ha un ruolo molto importante nella nostra Banca. I soci sono 6.071, vale a dire oltre il 19% del totale. Anche la nostra rete è significativa con 18 agenzie, 9 sportelli di tesoreria e 105 dipendenti. Per quanto riguarda i dati sull’attività, la provincia dell’Aquila rappresenta, con 883 milioni di euro, il 9,7% di tutta la nostra raccolta diretta e, con 845 milioni di euro, il 12,4% degli impieghi. In altre parole, in Abruzzo impieghiamo di più di quanto raccogliamo, a testimonianza del nostro impegno per la Regione.Dal punto di vista dell’impegno sociale, le risorse impiegate in Abruzzo attraverso i Comitati locali dei soci sono state nel 2015 pari a quasi 500.000 euro per 760 contributi, cioè il 21,6% dell’impegno totale della Banca in attività benefiche e di sostegno alle organizzazioni morali e sociali nel territorio. Noi teniamo molto all’Abruzzo e vogliamo far bene in questo territorio ancor di più che altrove e anche se l’economia non è al massimo, abbiamo più fiducia, conosciamo meglio la realtà e gli impieghi sono maggiormente garantiti».
Quali prospettive ci sono riguardo alla Banca di Teramo?
«Atteso che in questa fase cerchiamo sempre più di fidelizzare la nostra clientela e i nostri soci, puntando a uno sviluppo verticale, vogliamo proseguire nello sviluppo orizzontale anche attraverso interventi di supporto a Bcc consorelle che ne abbiano il bisogno. Dopo l’intervento a Padova, stiamo perfezionando l’incorporazione della Bcc di Capranica nel Lazio e siamo disponibili a intervenire anche qui in Abruzzo, come nel caso della Bcc di Teramo, dopo le opportune valutazioni di fattibilità e sostenibilità economica dell’operazione. Una cosa mi preme sottolineare: dalla fine degli anni ’90, abbiamo realizzato 19 tra operazioni di fusione per incorporazione e acquisizioni, tutelando le insegne del credito cooperativo e salvaguardando oltre 400 posti di lavoro. Nel nostro Dna c’è l’attenzione a famiglie, imprese e territorio. Questo è quello che continueremo a fare, a Roma, nel Lazio, in Veneto e, soprattutto, in Abruzzo».
La Bcc ha regalato alla città dell’Aquila lo spettacolo di luci e suoni sulla facciata della Basilica di San Bernardino che ha inaugurato la Perdonanza celestiniana. L’iniziativa avrà un seguito?
«Ancora non abbiamo stabilito quali nuove iniziative supportare. Attendiamo richieste meritevoli di essere accolte. Certo, il momento è un po’ difficile anche per noi, le risorse a disposizioni per questo tipo di interventi non sono infinite. Quest’anno abbiamo dovuto soccorrere le quattro banche e ci è costato 10 milioni e 400mila euro a bilancio fatto. Avevamo previsto un bilancio di 27-28 milioni, con questo contributo chiuderemo il 2015 con 18.5 milioni».
Entro l'anno verrà inaugurato il cantiere per la ristrutturazione, dopo il terremoto dell'Aquila, di palazzo Margherita, ex sede municipale. Un’operazione targata Bcc. Da abruzzese, c’è un pizzico di emozione?
«Auguriamoci di sì. Noi spontaneamente abbiamo messo a disposizione un milione e mezzo di risorse e presto ci auguriamo che vengano utilizzate. Dal 2009 a oggi sono passati quasi 7 anni, i soldi sono sempre a disposizione , ma ovviamente ci saranno incrementi dei costi».
Domenica (oggi per chi legge) ci sarà l’assemblea dei soci ad Avezzano, cosa s’aspetta ?
«Abbiamo sempre avuto una grossa affluenza dei soci della Marsica, così come all’Aquila, dove ci incontreremo il 6 marzo, e devo dire che i soci sono affezionati a noi. Questa è la ragione per cui la raccolta in Abruzzo è maggiore in percentuale rispetto alle altre zone, sia come raccolta diretta, sia indiretta, sia impieghi».
Che giudizio dà del governo Renzi?
«Intanto siamo soddisfati che ci sia stato questo decreto che mette fine all’incertezza durata più di un anno. Penso che qualche modifica dovrà essere apportata, ma noi siamo abbastanza tranquilli nel far parte di un unico gruppo. Vogliamo, però, che sia governato con criteri di efficienza, serietà e anche severità».
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