Solfiti nella carne, sono punibili i macellai che li utilizzano

5 Giugno 2014

Giro di vite per i commercianti senza scrupoli che hanno la biasimevole abitudine di mettere i solfiti nella carne. Scatta il carcere per contraffazione di cibo per il macellaio che continua a...

Giro di vite per i commercianti senza scrupoli che hanno la biasimevole abitudine di mettere i solfiti nella carne. Scatta il carcere per contraffazione di cibo per il macellaio che continua a vendere carne macinata adulterata con sostanze chimiche per renderla esteticamente accettabile anche dopo la denuncia di uno dei clienti che, a seguito del consumo del prodotto, ha continuato la vendita. A sottolinearlo è Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” , che dà risalto alla sentenza della Corte di cassazione che, con la sentenza 22618 del 30 maggio, ha sancito l'inammissibilità del ricorso del titolare di una macelleria contro il giudizio di colpevolezza della Corte d’appello di Catania che lo ha condannato a 4 anni di reclusione per aver messo in commercio carne fresca con aggiunta di notevoli concentrazioni di additivi alimentari.

I solfiti sono sostanze non consentite e con caratteristiche allergeniche che non vengono dichiarate in etichetta. La carne era stata comprata e consumata da una giovane studentessa che, per l’allergia provocata dalla sostanza illegittimamente aggiunta dal macellaio, aveva riportato una reazione da shock anafilattico con arresto cardio-circolatorio riportando gravi lesioni personali. La prima sezione penale, in linea con la Corte siciliana, ha ritenuto inammissibile il ricorso del commerciante che aveva dichiarato di aver utilizzato un preparato, costituito da una polvere da diluire con acqua, per arrestare i fenomeni putrefattivi della carne, e di non conoscerne la composizione: ciò è risultato improbabile configurando il reato di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari perché l’uso dei solfiti è vietato nelle carni fresche. Per altro, nella qualità di operatore del settore, il macellaio doveva sapere, che l’uso del solfito nella carne conservava solo in apparenza la freschezza del prodotto.