«Sono anch’io un sopravvissuto Vorrei incontrare Mattarella»

18 Novembre 2015

Livio Bearzi, rinchiuso in carcere a Udine, dice di sentirsi un sopravvissuto, assieme alla sua famiglia, perché nella notte del 2009 in cui il sisma devastò L’Aquila e distrusse anche il convitto...

Livio Bearzi, rinchiuso in carcere a Udine, dice di sentirsi un sopravvissuto, assieme alla sua famiglia, perché nella notte del 2009 in cui il sisma devastò L’Aquila e distrusse anche il convitto che all’epoca dirigeva, con lui c’erano anche sua moglie e i suoi figli, in visita. Il preside ha annunciato che chiederà la concessione della grazia.

Sotto le macerie del convitto morirono tre ragazzi e altri due rimasero feriti.

Il preside nel carcere ha ricevuto la visita di alcuni parlamentari friulani. Recentemente, il suo legale aveva sottolineato che «è rimasto sepolto anche lui sotto le macerie, da cui ha faticato a tirare fuori se stesso e i suoi cari. Infatti, era rimasto nell’alloggio di servizio».

«Ci ha raccontato», ha riferito uno dei parlamentari, «di aver vissuto il terremoto due volte: nel ’76 come convittore al "Diacono" in Friuli e nel 2009 da rettore del convitto a L’Aquila. Ha detto che non si sente solo in carcere, grazie alla solidarietà che riceve». «Ringrazia tutti», hanno proseguito i parlamentari, « per i gesti di solidarietà. Ha accesso ai mezzi di comunicazione. Ha confermato che chiederà la grazia: lo aiuteremo. Vedremo se si potrà chiedere un colloquio al Capo dello Stato. Ma bisogna agire subito».