«Sparo appena li avvisto L’importante è liberarsene»

10 Luglio 2015

OFENA. Quando vede un cinghiale, ormai l'imprenditore agricolo Dino Rossi imbraccia il fucile e spara. Allo steso modo fanno tanti altri produttori agricoli che vedono anche in questa stagione estiva...

OFENA. Quando vede un cinghiale, ormai l'imprenditore agricolo Dino Rossi imbraccia il fucile e spara. Allo steso modo fanno tanti altri produttori agricoli che vedono anche in questa stagione estiva i loro campi rasi al suolo dagli ungulati . Rossi ne avrà lasciati sul terreno almeno una ventina. E non importa che siano in solitaria o in branco, l'importante è "liberarsene". «Qui siamo tutti arrabbiati», spiega, «io personalmente sono tre anni che non riesco a raccogliere più niente. Soltanto quest'anno ho avuto quattro ettari di favino destinato ai miei animali completamente distrutti. Un altro agricoltore ne ha visti distrutti, sempre in zona, altri cinque ettari. I cinghiali sono passati da un campo all'altro, radendo al suolo quello che trovavano». E intanto, di rimborsi, nemmeno l'ombra. «Siamo disperati», aggiunge il produttore agricolo che è anche referente del Cospa Abruzzo e che da anni lotta per ottenere sia il riconoscimento dei rimborsi per sé e per i colleghi, sia perché gli enti locali si dotino degli strumenti normativi per contrastare il fenomeno. E insiste: «I cinghiali non sono dannosi soltanto per noi agricoltori, ma anche per l'orso, perché sono onnivori anch'essi». (m.g.)