Spesa farmaceutica al top Scatta il piano-risparmi

Sfondato il tetto dei 450 milioni, dato complessivo mai così alto Fra i rimedi c’è anche l’acquisto diretto dei medicinali da parte dei ricoverati
PESCARA. C’è un problema nella Sanità regionale che, pur non essendo strettamente legato al commissariamento, rappresenta una criticità nonché la principale priorità da affrontare: la spesa farmaceutica. Spesa che, nelle quattro Asl abruzzesi, è davvero alle stelle: circa 230 milioni di euro nel 2015, con una crescita, rispetto all'anno precedente, di poco inferiore a 40 milioni.
Il dato è composto da due fattori: la spesa legata ai consumi ospedalieri (ovvero i medicinali che ad esempio vengono somministrati ai pazienti ricoverati), pari a circa 77 milioni di euro, e alla distribuzione diretta (cioè i farmaci che le persone sottoposte a determinate cure ritirano nelle farmacie ospedaliere), che raggiunge quota 152 milioni. E' proprio il secondo caso a rappresentare il problema, con una variazione tra il 2014 e lo scorso anno pari ad oltre 38 milioni di euro e al +14%, fra i più alti in Italia.
Il dato complessivo arriva poi a superare i 458 milioni se si considera anche la terza voce che compone il quadro, cioè la spesa farmaceutica convenzionata. Rispetto ai tetti di spesa previsti in programmazione, nel 2015 i limiti sono stati superati per circa 50 milioni di euro. In base alla legge, il tetto complessivo per la farmaceutica dovrebbe essere pari al 14,85% del fondo sanitario regionale: in Abruzzo tale valore arriva a più del 18%.
IL QUADRO. Per quanto riguarda le singole aziende sanitarie, in testa c'è la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, con una spesa di oltre 64 milioni di euro; seguono Pescara, con 63,5 milioni, la Asl di Avezzano-Sulmona-L'Aquila, con 51,5 milioni, e quella di Teramo, 50 milioni. Rispetto alle variazioni 2014-2015, al primo posto c'è la Asl di Chieti, con il +6,1%, seguita da Pescara (+5,8%), Teramo (+4,7%) e L'Aquila (+3,9%). Le percentuali sono al netto del “Pay-back” delle medicine innovative, sistema attraverso il quale le aziende farmaceutiche contribuiscono al ripianamento dell'eccesso di spesa delle Regioni.
Per il 2016 il tetto di spesa complessivo ammonta a 235 milioni di euro, di cui 56,4 milioni per la Asl dell'Aquila, 64,2 per la Asl di Chieti, 64,6 per la Asl di Pescara e 49,9 per la Asl di Teramo.
I RIMEDI. L'assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, ha individuato quattro linee di azione finalizzate proprio alla riduzione della spesa farmaceutica. La prima riguarda un accordo, che verrà sottoscritto nei prossimi giorni, per la cosiddetta “Distribuzione in nome e per conto”: consentirà ai cittadini in cura di ritirare i medicinali anche nelle farmacie private. «E' uno strumento che l'Abruzzo attendeva da vent'anni», dice Paolucci, «e che consentirà di ottenere risparmi notevoli. Grazie anche ad un sistema di gare uniche, la Regione potrà beneficiare di sconti molto più alti per l'acquisto dei farmaci. I costi del servizio e delle convenzioni con i farmacisti saranno sicuramente più bassi rispetto ai risparmi ottenuti».
Le altre azioni che verranno intraprese prevedono la revisione del Prontuario terapeutico regionale, la razionalizzazione dell'uso del farmaco in ospedale e il monitoraggio dell'appropriatezza prescrittiva, la revisione degli obiettivi di appropriatezza prescrittiva e l'incentivazione per la prescrizione dei farmaci equivalenti. «L'Abruzzo è la quarta Regione per incremento della spesa», ammonisce l’assessore, «per noi è una vera e propria priorità».
Lorenzo Dolce
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